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Album "Bar Sport"

In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del primo libro di Stefano Benni, Bar Sport (Mondadori, 1976), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.

Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.

Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.

Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).

Dal momento che di Bar Sport sono state pubblicate numerose edizioni nei 50 anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo (o potremmo forse dire racconto) da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficioltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.

I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.

Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.

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prec succ tutti
Giuseppe Maria Mitelli, Gioco nuovo di tutte l'osterie (1712)
Contenuto inserito il 12 gen 2026 — Ultimo aggiornamento il 22 gen 2026

Giuseppe Maria Mitelli, Gioco nuovo di tutte l'osterie (1712)

Superati i capannelli degli avventori che chiacchierano sulla soglia, prima di entrare al bar diamo un’occhiata a come si presenta all’esterno:

 

«L’insegna BAR SPORT era molto bella, e il padrone del bar, Antonio detto Onassis, l’aveva pagata sessantamila lire nel lontano ′65. Quel giorno era lunedì» (L’insegna).

 

La pubblicità, si sa, è l’anima del commercio. L’insegna è dunque una parte importante, per non dire fondamentale, di un locale. Questo è vero per il Bar Sport al centro dei racconti di Benni, nonostante le vicissitudini che capitano alle lettere che ne formano il nome e a tutti gli impianti elettrici del circondario. Ma questa massima non era meno vera in passato, quando l’illuminazione elettrica ancora non esisteva.

Ce lo dimostra un’incisione di Giuseppe Maria Mitelli, il Gioco Nuovo di tutte le Osterie di Bologna, datata 1712. Si tratta di una sorta di Gioco dell’oca in cui a ciascuna delle cinquantanove caselle (tranne due di penitenza, la 36 e la 44) è associata l’insegna di una delle osterie di Bologna, accompagnata dalla sua specialità più pregiata. Si nota, tra le tante, l’Osteria del Sole, in cui secoli dopo si sarebbero riuniti cantautori bolognesi come Dalla e Guccini e che ancora oggi è attiva.

Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718) è stato un artista e prolifico incisore bolognese. Figlio del pittore Agostino, e da lui a bottega, diverrà celebre per le sue illustrazioni comiche e farsesche di eventi pubblici e politici – dalle manifestazioni religiose bolognesi alla guerra contro gli Ottomani – di massime, proverbi, riflessioni filosofiche, rebus e – come appunto in questo caso – di curiosi giochi da tavolo.

La Biblioteca dell’Archiginnasio conserva numerose opere di Mitelli, fra le quali un quaderno di bozzetti e caricature di sua mano. 

 

Giuseppe Maria Mitelli, Gioco Nvovo Di Tutte L'Osterie, Che Sono In Bologna, Con Le Sue Insegne E Sue Strade; Qual'È Quasi Simile À Qvello Dell'Ocha; E Tutti Li Giocatori Potranno Farsi Una Buona Cena, Se Havranno Denari, [Bologna, s.n., 1712], acquaforte, 317x490 mm.

Collocazione: Goz.1/I 116

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