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La Biblioteca comunale di Bologna all'Archiginnasio

LE DONAZIONI

Nel 1847 entrarono a far parte del patrimonio librario due preziose raccolte bibliografiche: quella ricca di manoscritti e codici miniati del medico e collezionista Matteo Venturoli, membro della Deputazione di Pubblica Istruzione cui spettava il controllo comunale sulla vita dell'Istituto, e quella del sacerdote spagnolo Gioacchino Mugnoz, con stampe, manoscritti e pubblicazioni di carattere storico, religioso e letterario.
Inoltre, fra il 1859 e il 1864, pervennero in Biblioteca, per dono o per acquisto, circa 26.000 nuovi volumi, grazie ai fondi librari di Michele Medici (2.630 'pezzi'), dei Gesuiti di San Lodovico (circa 15.000), del famoso pittore bolognese Pelagio Palagi (4.600 pubblicazioni d'arte, stampe, e soprattutto circa 3000 disegni) e di Antonio Alessandrini (4.168 fra volumi ed opuscoli).

Ritratto di Antonio Magnani
Ritratto di Antonio Magnani

Pastello su cartoncino, fine sec. XVIII - inizi XIX (BCABo, GDS)

Il lascito dell'Abate Antonio Magnani (Bologna, 1743-1811), professore universitario e bibliotecario dell'Istituto delle Scienze, fu uno dei fondi costitutivi della nuova Biblioteca civica, tanto importante da comparire per qualche tempo nella denominazione stessa dell'Istituto (Biblioteca Municipale Magnani).
La libreria rispecchiava l'ampia cultura e gli interessi del dotto bibliofilo, e comprendeva 25.000 volumi a stampa (fra i quali molti incunaboli e cinquecentine), una pregevole raccolta di codici greci dal secolo X al XVI e una di codici miniati.

Ritratto di Matteo Venturoli
Ritratto di Matteo Venturoli

Incisione (BCABo, GDS, Collezione dei ritratti, 57, fasc. 82, n. 1)

Medico chirurgo, membro della Società Chirurgica (Bologna, 3 ottobre 1775-1860), per la sua passione collezionistica e bibliofilica fu membro autorevole della Deputazione comunale di Pubblica Istruzione e venne via via sempre più chiaramente individuato come il referente a cui il direttore reggente Pietro Bortolotti doveva fare capo per qualsiasi aspetto della vita della Biblioteca.
In tale veste, il 16 settembre 1840, presentò il progetto di ordinamento del patrimonio bibliografico dell'Archiginnasio, per la collocazione dei libri dell'intera biblioteca civica.
La sua libreria fu donata al Comune nel 1847. Tale raccolta (7.644 opere in 15.624 volumi) era formata da opere di carattere letterario, filosofico, storico, artistico e, naturalmente, medico, e comprendeva edizioni rare e preziose: incunaboli, cinquecentine e libri dei secoli XVII-XVIII.
Molti i volumi di argomento artistico, riccamente illustrati da incisioni e spesso con legature di pregio, e alcuni fra i più bei manoscritti dell'Archiginnasio: il De vita Christi di Ludolfo di Sassonia, splendidamente miniato agli inizi del Quattrocento da Cristoforo Cortese (ora ms. A.121), o l'Officium Beatae Virginis (ms. A. 114), con tredici miniature a piena pagina che raffigurano gli episodi salienti della vita della Madonna, o ancora il seicentesco Costumi turchi con la sfilata di immagini della corte ottomana (ms. A.365).

Ritratto dell'abate Gioacchino Mugnoz
Ritratto dell'abate Gioacchino Mugnoz

Olio su tela, inizi sec. XIX (BCABo, GDS)

Il sacerdote spagnolo, ma naturalizzato bolognese, Gioacchino Muñoz, o Mugnoz secondo la grafia dell'epoca (Malaga, 1777 - Bologna, 1847), fu bibliofilo, appassionato della storia e della cultura iberica la cui conoscenza voleva diffondere fra gli italiani.
Lasciò per testamento all'Archiginnasio la sua biblioteca composta da 11.730 volumi, per la maggior parte miscellanee di carattere storico, religioso e letterario, sia manoscritte sia edite in un arco temporale che va dal XVII al XIX secolo, e una raccolta di ritratti.

Ritratto di Pelagio Palagi
Ritratto di Pelagio Palagi

Incisione di Paolo Torchi (BCABo, GDS, Collezione dei ritratti, B/P, n. 6)

Il pittore e collezionista bolognese (Bologna, 1775- Torino, 1860) lasciò, con testamento del 18 febbraio 1860, tutti i suoi oggetti d'arte e antichità, le medaglie, la biblioteca, l'archivio e i disegni al Comune di Bologna. Mentre la collezione d'antichità è oggi suddivisa tra il Museo Archeologico e il Museo Medievale, il materiale librario passò alla Biblioteca dell'Archiginnasio. Si trattava di una raccolta libraria di eccezionale qualità che il Palagi stesso definì "numerosa d'opere d'arte, di Antichità, di Viaggi, di Storia e al di là delle forze d'un artista": comprendeva 2.639 opere, per un totale di più di 4.000 volumi dei secoli XV-XVI, alcuni anche manoscritti, moltissimi in prima edizione, illustrati da tavole incise, ma soprattutto stampe e i 3.000 disegni di sua mano.

INDICE CRONOLOGICO DELLE DONAZIONI PERVENUTE ALL'ARCHIGINNASIO NELL'OTTOCENTO

1 1811 Antonio Magnani
2 1830 Accademia dei Gelati
3 1835 Domenico Casoni
4 1835 Antonio Guidi
5 1843 Giuseppe Antonio Testa
6 1846 Matteo Venturoli
7 1847 Gioacchino Mugnoz
8 1850 Francesco Tognetti
9 1851 Luca Sgarzi
10 1855 Alessandro Agucchi Legnani
11 1859 Michele Medici
12 1860 Pelagio Palagi
13 1863 Carlo Pepoli
14 1864 Francesco Dal Carretto Mancurti
15 1865 Camera di Commercio
16 1870 Luigi e Antonio Raineri Biscia
17 1870 Antonio Testa
18 1872 Astorre Hercolani
19 1873 Gaetano Giordani
20 1877 Leopoldo Lambertini
21 1880 Merlani (fratelli)
22 1881 Carlo Berti Pichat
23 1881 Camillo Versari
24 1883 Giosue Carducci
25 1884 "Aldini Valeriani", Istituto Tecnico
26 1884 Pietro Brunelli
27 1884 Giovan Battista Ercolani
28 1886 Marco Minghetti
29 1889 Pio Dalla Casa
30 1889 Aristide Ravà
31 1890 Luigi Collina
32 1890 Giuseppe Manzi Nascentori
33 1890 Luigi Protche
34 1892 Riccardo Andreini
35 1892 Cipriano Pallotti
36 1895 Giovanni Brugnoli
37 1896 Pietro Gamberini
38 1897 Ferdinando Verardini
39 1899 Giuseppe Brini
40 1899 Raffaele Gurrieri

 

(Tratto da: V. Roncuzzi - S. Saccone, Per un'indagine sui fondi librari nella Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio. Censimento delle librerie giunte per dono, lascito e deposito, "L'Archiginnasio", LXXX, 1985, p. 348)