Fascisti sulle nuvole(tte)
Fascisti sulle nuvole(tte)

Nel 2013 Antonio Faeti ha raccontato la sua «educazione sentimentale compiutasi per mezzo, o forse anche a causa, dei fumetti» in La storia dei miei fumetti. Umberto Eco aveva fatto la stessa cosa in un romanzo del 2004, La misteriosa fiamma della regina Loana. Come loro migliaia di giovani nella prima metà del Novecento si formarono leggendo fumetti. Nonostante alcuni critici stigmatizzassero il fumetto come forma di lettura “inferiore” in quanto prevalentemente disegnata e con poco testo - e quindi troppo “facile” per educare i giovani - il Partito Fascista fece spesso uso del linguaggio fumettistico (con le tradizionali nuvolette, ma spesso nella versione con didascalie a fondo vignetta) per rivolgersi alla popolazione giovanile.

Ne vediamo un esempio nella pagina a fianco: una tavola a fumetti, nel 1923, celebra il primo anniversario del periodico ufficiale dei Gruppi Balilla, il «Giornale dei Balilla». Il numero da cui è tratta questa tavola è l’unico che risulta conservato nelle biblioteche del Polo Bolognese.

Significativo anche l’uso delle vignette in periodici non direttamente pubblicati dal Partito, ma che - per convinzione o per non incorrere in problemi censori - si adeguavano alle direttive e promuovevano i valori fascisti con tavole illustrate. Si veda il caso del Balilla Gruzzolino, personaggio che compare su «Il piccolo risparmiatore», rivista edita dalla Federazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia e in cui a Libro e moschetto, capisaldi dell’educazione scolastica fascista, viene affiancato un buon libretto di risparmio.

Anche sul bollettino informativo della società Ducati «Ducati normali» troviamo tavole a fumetti, come quella datata 5 gennaio 1942 dal titolo Dielettrino eroe del mare, in cui il giovane Dielettrino - vero e proprio supereroe, con tanto di divisa che lo rende invulnerabile alle folgorazioni elettriche - sconfigge gli inglesi e si impadronisce della loro nave.

Il fumetto però a un certo punto generò sospetto non tanto perché, come detto prima, considerato di qualità letteraria inferiore rispetto a un testo solo scritto, ma perché si trattava di un prodotto strettamente legato al mondo americano. Le prime, blande forme di censura sfoceranno poi in un vero e proprio bando contro i fumetti provenienti da oltre oceano.

 

Il primo anniversario del “Balilla”, «Giornale dei Balilla. Periodico ufficiale dei Gruppi Balilla», II, n. 53, 18 febbraio 1924.

Collocazione: SORBELLI Caps. 16 Opusc. 55