Nel capitolo Libri in guerra dell’opera di Lucien X. Polastron Libri al rogo. Storia della distruzione infinita delle biblioteche si affronta il tema della perdita di intere biblioteche per cause belliche. Gli esempi sono tantissimi, in ogni epoca. La Seconda guerra mondiale, ad esempio, fece strage di libri in Italia. Nel 1949 il Ministero della Pubblica istruzione rese noti i dati relativi ai danni subiti dalle biblioteche italiane: i libri distrutti e danneggiati furono circa 2.266.000, a cui si devono aggiungere circa 60.000 tra manoscritti e documenti (Direzione generale Accademie e Biblioteche, La ricostruzione delle biblioteche italiane dopo la guerra 1940-45, v. I, I danni, Roma, Palombi, 1955, p. 344-347). Si tratta purtroppo di dati molto sottostimati, in quanto non furono presi in esame i danni al patrimonio librario delle biblioteche popolari e scolastiche, delle biblioteche degli istituti universitari e delle innumerevoli raccolte librarie pubbliche e private diffuse su tutto il territorio nazionale. Un’immagine pubblicata sul volume Delenda Bononia mostra ad esempio una biblioteca privata rimasta incredibilmente intatta sotto i bombardamenti subiti da Bologna.
Ma oltre alle massicce distruzioni di molte migliaia di libri dovute a bombardamenti e incendi per cause belliche - come avvenne a Sarajevo nel 1992, quando in una sola notte andò in fumo l’intera Biblioteca Nazionale - vi sono perdite, anche di un solo volume, che vale la pena ricordare perché rappresentano vuoti incolmabili che ci hanno privato del piacere e della curiosità della lettura di scritti a cui non potremo mai più accedere.
Singolari ed emblematici sono ad esempio le perdite legate all'attività culturale di due intellettuali diversissimi tra loro, ma entrambi attivi a Bologna nei primi anni Quaranta: Goffredo Coppola e Pier Paolo Pasolini.
Lucien X. Polastron, Libri al rogo. Storia della distruzione infinita delle biblioteche, Milano, Sylvestre Bonnard, 2006.
Collocazione: 20. G. 5234