Album "Margherita Dolcevita"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del romanzo di Stefano Benni Margherita Dolcevita (Feltrinelli, 2005), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva degli argomenti e dei materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
In particolare coglieremo i numerosi spunti offerti dal romanzo relativamente al campo letterario: la protagonista Margherita è una narratrice che sperimenta diverse forme di espressione artistica, dando vita a un dialogo col lettore che diventa gioco metaletterario.
La seconda parte della gallery invece sarà dedicata a testi scritti da Stefano Benni e che rischiano di passare sotto silenzio perché dispersi in periodici o perché accompagnano opere di altri autori. Sarà questo un modo di rendere omaggio alla sua poliedricità e di chiudere il nostro percorso suggerendo scritti da leggere prossimamente.
Dal momento che di Margherita Dolcevita sono state pubblicate numerose edizioni, in caso di citazione dal testo non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo da cui sono tratte quelle parole. I capitoli infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Galileo Galilei, lettera del 16 ottobre 1632
La sostanziale scomparsa della scrittura epistolare cartacea rientra all’interno di una questione ben più ampia, cioè il passaggio a quella che Raffaele Simone definisce la Terza Fase nello sviluppo del «modo di formarsi delle conoscenze» (Raffaele Simone, La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo, p. VIII). Una fase in cui «si è avuto un drastico cambiamento quantitativo: oggi, la quantità delle cose che sappiamo per averle lette da qualche parte è molto minore di trent’anni fa» (ivi, p. XI). Oggi è più frequente imparare cose perché le abbiamo viste, o ascoltate, «o magari lette con una speciale forma di lettura sullo schermo di un computer» (ibidem).
Il discorso sarebbe molto ampio, ma qui ci preme rilevare come la questione abbia un’incidenza molto concreta nella gestione e organizzazione di una biblioteca come la nostra, che ha fra i propri tesori proprio alcuni carteggi. Già da qualche anno gli archivisti stanno affrontando il fatto che sarà molto più difficile recuperare e conservare i carteggi di oggi, affidati alla posta eletronica se non a sistemi di messaggistica ancora più volatili e instabili.
Una sfida, come detto, troppo complessa per provare anche solo a delinearne gli sviluppi in questa sede.
Ci limitiamo quindi a proporre uno dei tesori epistolari conservati dalla Biblioteca dell’Archiginnasio, le 34 lettere che Galileo Galilei scrisse a Cesare Marsigli fra il 1624 e il 1632. In queste missive lo scienziato parla un po’ di tutto, dagli argomenti più quotidiani a quelli che riguardano i propri studi. Nella lettera che qui vediamo - la trentatreesima, datata 16 ottobre 1632 - Galileo racconta la vicenda della «acerbissima persecuzione» a cui la Santa Inquisizione sottopose il Dialogo sopra i due massimi sistemi.
La trascrizione di questa e delle altre lettere presenti in biblioteca si trova in Di vostra signoria illustrissima devotissimo et obligatissimo servitore. Trentaquattro lettere autografe di Galileo Galilei 1624-1632, a cura di Giancarlo Roversi e Giampaolo Avanzi.
Lettere di Galileo Galilei e di altri scienziati del Seicento (1624-1632).