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La Biblioteca comunale di Bologna all'Archiginnasio

ARCHIGINNASIO - PALAZZO GALVANI: UN POLO CULTURALE NEL CENTRO DELLA CITTÀ

Il trasferimento della Biblioteca municipale all'Archiginnasio non era stato dettato solo da contingenti motivi logistici, ma anticipava strategicamente il disegno di creare nel centro della città un polo culturale che raccogliesse le diverse tipologie di memorie storiche costituite dalle collezioni museali, librarie e archivistiche.
Nel corso della seconda metà dell'Ottocento si aggiunse attorno all'Archiginnasio, e quasi per gemmazione alla Biblioteca, nel contiguo palazzo Galvani, il Museo Civico Medioevale e quello Archeologico nel 1881, mentre nel 1893, sempre in alcuni locali di palazzo Galvani, si aprì il Museo del Risorgimento, preceduti nel medesimo edificio dall'Archivio di Stato, istituito nel 1874 per dare una prospettiva storica alla conservazione degli archivi prefettizi, demaniali, giudiziari, notarili e diplomatici.

Archiginnasio (Pavaglione) anno 1592. F. Terribilia
Archiginnasio (Pavaglione) anno 1592. F. Terribilia
Anonimo

Inizio secolo XX
(BCABo, GDS, Foto Bologna, n. 1005)

Foto all'albumina.
Le immagini mostrano la facciata dell'Archiginnasio, con le botteghe sotto il portico e la piazza antistante affollata dalle carrozze e dai vetturini del servizio pubblico.

Piazza Galvani e Palazzo dell'Archiginnasio
Piazza Galvani e Palazzo dell'Archiginnasio
Anonimo

Seconda metà secolo XX
(BCABo, GDS, Fotografie Bologna, n. 1109)

Riproduzione di una stampa della prima metà del XX secolo.
Sono visibili la facciata del Palazzo dell'Archiginnasio, parte di Piazza Galvani, il monumento a Luigi Galvani, carrozze e cocchieri posteggiati sulla piazza.

"Progetto dell'Ufficio tecnico del Comune di Bologna per la collocazione degli archivi… nel palazzo dell'Archiginnasio", 1873
"Progetto dell'Ufficio tecnico del Comune di Bologna per la collocazione degli archivi… nel palazzo dell'Archiginnasio", 1873

(BCABo, Archivio, sez. II, cart. 5, 3b)

Pianta del primo piano dell'Ospedale della Morte, realizzata a penna e acquerello su carta da lucido. Illustra il progetto, formulato nel 1863 da Luigi Frati e Francesco Rocchi, in base al quale al pianterreno del palazzo avrebbero trovato posto i musei, governativo e comunale, mentre al primo piano avrebbero coabitato archivi, medaglieri e biblioteca

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"Progetto dell'Ufficio tecnico del Comune di Bologna per la collocazione degli archivi… nel palazzo dell'Archiginnasio", 1873
"Progetto dell'Ufficio tecnico del Comune di Bologna per la collocazione degli archivi… nel palazzo dell'Archiginnasio", 1873

Legenda.

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Luigi Frati, Doni di libri, disegni, medaglie ed altri oggetti antichi fatti alla Biblioteca Comunitativa e al Museo Archeologico dell'Archiginnasio, Bologna, Regia Tipografia, [1864]
Luigi Frati, Doni di libri, disegni, medaglie ed altri oggetti antichi fatti alla Biblioteca Comunitativa e al Museo Archeologico dell'Archiginnasio, Bologna, Regia Tipografia, [1864]

(BCABo, 17.Ammin. Municipale, cart. X 2, 1)

Luigi Frati, firmando come "Bibliotecario e Direttore del Museo" l'annuale relazione dei doni ricevuti dai due Istituti, ribadisce e testimonia anche nella sua persona il sogno unitario della cultura bolognese.

Luigi Frati, Di tre bisogni principali della città di Bologna e del modo di provedervi in un sol luogo (Bologna, tipi gov. alla Volpe, 1859)
Luigi Frati, Di tre bisogni principali della città di Bologna e del modo di provedervi in un sol luogo (Bologna, tipi gov. alla Volpe, 1859)

(BCABo, 17. Ammin. Municipale, N 2, 6)
Nel 1859 il neo direttore dell'Archiginnasio Luigi Frati (entrato in carica nel 1858, la tenne fino al 1902, anno della morte) aveva da subito individuato nel cosiddetto Quadrilatero il luogo ove provvedere ai tre bisogni della città, ossia una sede per le Scuole tecniche Aldini-Valeriani, fallite e chiuse dopo soli quindici anni di vita; un Mercato coperto che, radunandole in una galleria sul tipo di quelle di Londra e Parigi, liberasse la piazza da bancarelle e cianfrusaglie indecorose e antigieniche; l'istituzione di un Archivio di memorie patrie, ove, a edificazione dell'identità storica cittadina e nazionale, fossero raccolti tutti gli antichi documenti sparsi ne' diversi archivi governativi. Il tutto da realizzare anche grazie al collegamento fra il palazzo dell'antico Spedale della Morte e l'Archiginnasio.

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Giosue Carducci, R. Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna dall'anno 1860 al 10 Marzo 1872. Relazione del segretario (Bologna, Tip. Gov., 1872)
Giosue Carducci, R. Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna dall'anno 1860 al 10 Marzo 1872. Relazione del segretario (Bologna, Tip. Gov., 1872)

(BCABo, 17. Storia Scient. e Letteraria, cart. K2, n. 45)

Ripercorrendo la storia e i compiti della Deputazione, cui per regio decreto del 1862 spettava "di procurarsi esatta contezza de' luoghi in cui esistono le raccolte di antichi documenti, quali esser possono archivi di città, comuni, amministrazioni demaniali, antichi monasteri ecc.; di disporre queste raccolte in convenienti locali, … classificandole con acconcia distribuzione", il segretario Carducci ricorda che il Comune aveva deliberato fin dal 1859 "l'ampliamento dell'Archiginnasio" e poi nel 1860 l'acquisto "dell'edifizio già Spedale della morte" per ricavarne una "sede dell'archivio patrio" (pp. 1-2). Rivendica quindi anche all'interessamento della Deputazione presso il Governo la progettata riunione delle raccolte di archeologia del Comune e dell'Università nel "ricordato edifizio che fu della Morte; ove le collezioni dei monumenti plastici o figurati o litterati del passato potrebbero accompagnarsi a quelle dei documenti scritti, e i musei e gli archivi avere attinenza alla biblioteca, con vantaggio degli studiosi, con decoro della città, con aumento di splendore dell'Archiginnasio, "si fata deum, si mens non laeva fuisset"" (pp. 12-13)