Mostre in rete

La Biblioteca comunale di Bologna all'Archiginnasio

SISTEMAZIONE DEL PALAZZO CON ADATTAMENTO DELLE SALE

Tra il 1839 e il 1840 si aprirono delle porte di comunicazione fra le antiche aule sopra il Pavaglione, un tempo indipendenti e destinate ora ad accogliere nuove librerie lignee, costruite in modo da non celare gli affreschi.
Così l'effetto a cannocchiale creato dal corridoio centrale, che attraversa tutte le 10 aule, consentì di spaziare, per ben 137 metri di lunghezza, dalla Aula Magna degli Artisti (attuale Sala di lettura) all'Aula Magna dei Legisti (dal 1842 detta dello Stabat Mater, dopo l'esecuzione della cantata sacra rossiniana).

Progetto e pianta dell'Archiginnasio, tratti da Girolamo Bianconi, Guida del forestiere per la città di Bologna e suoi sobborghi (Bologna, Tip. di S. Tommaso d'Aquino, 1844)
Progetto e pianta dell'Archiginnasio, tratti da Girolamo Bianconi, Guida del forestiere per la città di Bologna e suoi sobborghi (Bologna, Tip. di S. Tommaso d'Aquino, 1844)

Incisione (BCABo, 17.R.IX.74, pag. 203)

Nella stampa è chiaramente visibile l'esecuzione dell'intervento che maggiormente cambiò la struttura dell'edificio: l'apertura, negli anni 1839-1840, delle porte di comunicazione fra varie aule, un tempo indipendenti l'una dall'altra sovrapposte al portico del Pavaglione e affacciate sul fianco orientale di San Petronio e su piazza della Pace (l'attuale piazza Galvani).

Contardo Tomaselli e Onofrio Zanotti, La Sala a Tramontana (ex Aula Magna degli Artisti e attuale Sala di lettura della Biblioteca), con il busto di Pio IX, il pontefice regnante nel 1849
Contardo Tomaselli e Onofrio Zanotti, La Sala a Tramontana (ex Aula Magna degli Artisti e attuale Sala di lettura della Biblioteca), con il busto di Pio IX, il pontefice regnante nel 1849

Acquerello (BCABo, GDS, Disegni autori vari, cart. 12, n. 108)

Nella parete di fondo della sala è visibile la porta che si apre sull'infilata delle sale che si succedono in uno scorcio prospettico molto suggestivo come nelle gallerie dei palazzi nobiliari.
Il busto di Pio IX, opera di Camillo Pistrucci, donato dai Romani ai Bolognesi nel 1847, rimase in questa sala sull'apposito piedistallo fino al 1859, anno in cui fu sostituito dal busto di Vittorio Emanuele II, in tempo per la proclamazione dell'unità d'Italia e della visita a Bologna del nuovo sovrano nel fatidico 1860.

Luigi Pondrelli, Sala n. 6, facciata di fronte alle finestre, 1839
Luigi Pondrelli, Sala n. 6, facciata di fronte alle finestre, 1839

Disegno a penna acquerellato (BCABo, GDS, cart. Antolini, n. 163).

Nel 1839 incominciò il restauro generale dell'interno del palazzo dell'Archiginnasio finalizzato alla nuova funzione dell'edificio. Si partì proprio con la Sala VI, scelta a modello per l'intervento complessivo, affidato al Pondrelli in qualità di "capomastro", mentre il ricco apparato decorativo araldico fu rinfrescato avvalendosi anche di artisti di buona fama come Napoleone Angiolini.

Pianta dimostrativa il piano Superiore dell'Antico Archiginnasio. Idea per la distribuzione dei libri in nove categorie da collocarsi nelle suddette nuove camere, ripartitamente però a norma del relativo progetto di generale divisione, 18[42]
Pianta dimostrativa il piano Superiore dell'Antico Archiginnasio. Idea per la distribuzione dei libri in nove categorie da collocarsi nelle suddette nuove camere, ripartitamente però a norma del relativo progetto di generale divisione, 18[42]

(BCABo, ms. B 3793, n. 4)

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La seduta della Deputazione di Pubblica Istruzione del 20 settembre 1839

Una tappa importante nel progressivo definirsi della fisionomia dell'Istituto fu la seduta della Deputazione di Pubblica Istruzione del 20 settembre 1839, in cui venne rimarcato con forza che negli acquisti occorreva esercitare una particolare attenzione per la sezione locale:

"Pare alla Deputazione che nella limitazione dei mezzi che sono accordati non potendo aspirarsi a tenere la Biblioteca in corrente di tutto ciò che ordinariamente si pubblica, oltre l'andar riempiendo le lacune passate, si avesse a prefiggere più specialmente il completamento di alcune classi o materie, senza trascurar per le altre di andar acquistando ciò che risulti di massima importanza. Laonde sarebbero a preferirsi le materie seguenti: Storia Patria, Legge, Medicina, Agraria, Meccanica, Chimica. Essendoché la prima più specialmente è richiesta dalla natura stessa di una Biblioteca del Comune, e le altre si riferiscono a quelle scienze di comune utilità, in cui la Scuola della città nostra o nei tempi antichi, o nei recenti ha maggiormente fiorito."

Al Progetto del 5 luglio 1842 Pietro Bortolotti fece seguire un "Per-Memoria a schiarimento delle operazioni da farsi per l'eseguimento del Progetto di raccogliere in una sola sala tutte le opere di Scrittori Bolognesi..." del 10 febbraio 1843.