Album "I meravigliosi animali di Stranalandia"
In questa gallery raccogliamo documenti che raccontano la genesi e la vita editoriale del libro illustrato I meravigliosi animali di Stranalandia di Stefano Benni e Pirro Cuniberti (Feltrinelli, 1984), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per gli autori.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dagli autori né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che de I meravigliosi animali di Stranalandia sono state pubblicate diverse edizioni (l’ultima delle quali nel 2025 con il titolo Stranalandia), le citazioni dal testo non saranno seguite dall’indicazione di pagina, ma verrà segnalato a quale degli animali sono riferite o se presenti nel prologo o in altri testi di corredo, sempre sufficientemente brevi da rendere semplice il reperimento delle parole citate in qualunque edizione si stia utilizzando.
Dedicheremo buona parte di questo lavoro all’illustratore del libro, Pirro Cuniberti. Questo offrirà anche lo spunto per dare qualche informazione sul rapporto che Benni intrattenne con diverse forme di illustrazione.
I documenti da cui prendono spunto le schede sono quasi sempre conservati e consultabili presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Più che nelle gallery precedenti però mostreremo documenti di altre biblioteche, che ringraziamo anticipatamente e che indicheremo nelle singole schede, con la relativa collocazione. In tutti gli altri casi la collocazione indicata è quella della Biblioteca dell’Archiginnasio.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato a Stefano Benni in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani. Segnaliamo anche il sito dell’Archivio Pirro Cuniberti.
Il pavarotto
Alcuni degli animali che popolano Stranalandia possono suscitare curiosi accostamenti con i documenti della nostra Biblioteca.
Il pavarotto
Passerus cavaradossus
Nelle notti di luna i potenti acuti del passero Pavarotto tengono svegli gli abitanti di Stranalandia. Canta preferibilmente romanze d’amore.
Nel 1984, quando Stefano Benni e Pirro Cuniberti pubblicano Stranalandia, il tenore Luciano Pavarotti era all’apice della sua carriera musicale. Non è quindi per caso che uno degli animali più musicali di quella terra – al punto da stufare, con le sue romanze, gli altri isolani – sia proprio il “passero Pavarotto”.
La Biblioteca dell’Archiginnasio ha uno stretto legame con l’opera e, più in generale, con la musica lirica: nel Fondo speciale Teatro e spettacoli sono presenti - tra una grande mole di materiale attentamente studiata da Patrizia Busi nel volume In scena a Bologna. Il fondo Teatri e spettacoli nella Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, 1761-1864; 1882, integralmente consultabile online - anche spartiti e libretti d’opera. Una delle sale principali del Palazzo dell’Archiginnasio, già Aula Magna dei legisti, è chiamata oggi Sala dello Stabat Mater per ricordare la prima esecuzione italiana (il 18 marzo 1842) dell’omonima opera di Gioachino Rossini.
Tra i fondi della biblioteca troviamo anche il libro Curiosissimo Pavarotti, la cui copertina è qui riprodotta: uno sguardo bizzarro, attraverso 107 fotografie, nella vita del tenore.
Adua Pavarotti, Curiosissimo Pavarotti, [centosette simpaticissime fotografie di Luciano Pavarotti presentate da Giorgio Corzolani], Modena, V. Cavani, [1990].