Molti anni fa sulla cronaca locale de «Il Resto del Carlino» fu pubblicata la notizia di un giovane studente che aveva perso la tesi di laurea mentre percorreva le vie del centro cittadino.
Da quando si usano i personal computer l’evento è più raro, ma quando ancora le tesi erano battute con la macchina da scrivere, il timore che per qualche ragione il dattiloscritto potesse andare perduto era sempre presente.
Pier Paolo Pasolini è certamente la persona più nota a cui capitò di perdere l’unica copia della propria tesi, non ancora terminata, e questa storia ci riporta al tema della guerra e al fatto che il periodo bellico non è in genere il più favorevole agli studi, oltre a rappresentare un grande pericolo per la distruzione di biblioteche, laboratori, edifici universitari.
Così Pasolini descrive la perdita della tesi in una lettera spedita da Casarsa all’amico Luciano Serra il 26 gennaio 1944:
«La tesi di laurea l’ho perduta a Pisa. La fuga da Livorno (dove avevo il fucile con la sicura tolta per far fuoco contro i Tedeschi) è stata romanzesca. Ma ora è una appendice inutile della mia vita; è passata come alle mie membra la stanchezza dei cento chilometri fatti a piedi».
(Pier Pasolo Pasolini, Lettere 1940-1954, p. 187-189)
Perduta la tesi nei giorni concitati dopo l’armistizio dell’8 settembre (la tesi, relatore Roberto Longhi, era sulla pittura italiana del ’900), Pasolini chiede a Carlo Calcaterra una tesi su Pascoli.
A proposito di Roberto Longhi, e a proposito di quanto sia difficile studiare in tempo di guerra, si segnala una lettera che Longhi scrive nel marzo del 1942 per lamentare il fatto che i suoi studenti non possono più consultare i manoscritti di Marcello Oretti, fonti importanti per la storia dell’arte di Bologna, che l’Archiginnasio aveva posto in casse di legno stivate nei sotterranei per proteggerli dai bombardamenti.
(cfr. Maurizio Avanzolini, L’eterno nemico, «L’Archiginnasio», CXIV, 2019, p. 487-618: 564)
Il giovane Pasolini insieme a Luciano Serra, studenti a Bologna, sulla copertina di:
Pasolini e Bologna. Gli anni della formazione e i ritorni, a cura di Marco Antonio Bazzocchi e Roberto Chiesi, Bologna, Cineteca di Bologna, 2022.