Tesori in soffitta

Fondo Palmieri

Scheda Fondi nel web

I libri e l’archivio di Arturo Palmieri sono stati donati dall’Istituto Ortopedico Rizzoli, beneficiario di gran parte dei suoi beni, al Comune di Bologna nel 1979. Il fondo è pervenuto alla Biblioteca dell’Archiginnasio nell’anno successivo. La parte archivistica è contenuta in 46 cartoni di manoscritti comprendenti pratiche legali, carte di amministrazione privata e appunti relativi a ricerche storiche.

La raccolta si trovava nello studio di Palmieri a Riola di Vergato. Anche se non ci è giunta nella sua integrità (la vedova ha probabilmente donato a conoscenti e amici del marito parte del patrimonio librario), la raccolta rispecchia bene gli ampi interessi del suo proprietario. Vi si trovano libri di narrativa, diritto, storia locale e riviste illustrate di vario argomento.

Galleria

La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera
Milano, Tip. del Corriere della Sera, 1901-1946

La rivista, che fin dall'anno della sua prima uscita (1901) è stata offerta agli abbonati del "Corriere della Sera", conteneva brevi racconti e scritti di genere vario. La direzione era affidata ad uno dei più grandi scrittori dell'epoca, Giuseppe Giacosa. La veste iconografica si avvaleva del contributo dei migliori illustratori del tempo.

Nei fascicoli esposti le copertine sono di Umberto Brunelleschi, Luciano Ricchetti e Sergio Tofano.

La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera
Milano, Tip. del Corriere della Sera, 1901-1946
1922, n. 8; 1924, n. 7 e n. 12; 1925, n. 2
(BCABo, Palmieri B.111)

La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera
Milano, Tip. del Corriere della Sera, 1901-1946
1922, n. 8; 1924, n. 7 e n. 12; 1925, n. 2
(BCABo, Palmieri B.111)

La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera
Milano, Tip. del Corriere della Sera, 1901-1946
1922, n. 8; 1924, n. 7 e n. 12; 1925, n. 2
(BCABo, Palmieri B.111)

La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera
Milano, Tip. del Corriere della Sera, 1901-1946
1922, n. 8; 1924, n. 7 e n. 12; 1925, n. 2
(BCABo, Palmieri B.111)

Piero de' Crescenzi
Piero de' Crescenzi

Trattato della agricoltura di Piero de' Crescenzi traslatato nella favella fiorentina rivisto dallo 'Nferigno accademico della Crusca…
In Bologna, nell'Instituto delle scienze, 1784
(BCABo, Palmieri B.106/1-2)


Sul frontespizio si nota l'insegna calcografica dell'Accademia della Crusca. 'Nferigno accademico della Crusca è lo pseudonimo di Bastiano de' Rossi.
È considerato il miglior trattato di agronomia del Medioevo e l'opera maggiore di Piero de' Crescenzi, bolognese vissuto tra il XIII e il XIV secolo, dottore in legge ma anche studioso di agronomia e scienze naturali.

Università dei Mercanti di Bologna
Università dei Mercanti di Bologna

Sententia graduatoria concursus creditor. olim Laurentii de Britiis et Ubaldi illius filii, et haeredis eorumque rationis promulgata die 11. Maii 1724. Ab illustrissimo ... judice et dd. consulibus Fori Mercatorum ex actis d. Petri Antonii Azzoguidi ...
Bononiae, ex Typographia Laelii a Vulpe, 1724
(BCABo, Palmieri F.115)


Prodotto tipografico minore che rientra tra le allegationes che venivano prodotte nel corso dei processi. Nell'ultima carta presenta la sottoscrizione manoscritta del notaio P.A. Azzoguidi. Sulla copertina, nota di possesso manoscritta di Achille Vincenzo Volta.

Antonio Baldacci, Gino Bottiglioni
Antonio Baldacci, Gino Bottiglioni

In memoria del prof. Alfredo Trombetti, accademico d'Italia
Bologna, Tipografia Compositori, 1941
(BCABo, Palmieri F.59)


Alfredo Trombetti è stato professore di Filologia semitica e Scienza del linguaggio all'Università di Bologna; era amico di Antono Baldacci, viaggiatore, botanico e geografo che ha donato il proprio archivio e la propria raccolta libraria all'Archiginnasio. Nella carta di guardia anteriore si trova la dedica manoscritta di Baldacci ad Arturo Palmieri.

Antonio da Olivadi
Antonio da Olivadi

Anno doloroso ovvero meditazioni sopra la vita penosa del N.S. Gesù Cristo per tutti i giorni dell'anno, composte e predicate dal p. Antonio dell'Olivadi ..., nuovamente ristampato con figure in rame, e a più colta lezione da penna erudita e divota ridotto
Bassano, nella Tipografia Remondiniana, 1805
(BCABo, Palmieri A.214)


Libro di meditazioni religiose suddivise per i giorni dell'anno. Contiene 12 incisioni, una nell'antiporta con intitolazione: Annus Dolorosus Domini Nostri Iesu Christi, seguita dalla nota manoscritta del possessore: Pacificae Baroni.

L'illustrazione italiana

La rivista di attualità e cultura fondata a Milano nel 1873 da Emilio Treves con il titolo di "Nuova illustrazione universale", ha assunto il titolo di "Illustrazione italiana" nel 1875. Di grande formato, redatta sul modello della rivista francese "L'Illustration", poteva contare sulla collaborazione di firme prestigiose come Giovanni Verga, Giosue Carducci, Giovanni Pascoli, Gabriele d'Annunzio, Antonio Fogazzaro, Grazia Deledda, Guido Gozzano, Emilio Cecchi. Gli illustratori delle copertine degli anni Venti e Trenta erano artisti famosi dell'epoca, spesso già affermati come costumisti e scenografi. I numeri esposti hanno in copertina illustrazioni di Enrico Sacchetti e Walter Resentera.

Arturo Palmieri

Arturo Palmieri (1873-1944) è stato un affermato civilista della Bologna dei primi decenni del Novecento e un appassionato studioso di storia locale, in particolare dell’Appennino bolognese. Nato a Scola di Vimignano, frazione dell’odierna Grizzana Morandi, era figlio di un oste. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Galvani di Bologna, ha frequentato la Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo bolognese, laureandosi nel 1897 con una tesi sulla storia «degli antichi Comuni rurali e in ispecie di quelli dell'"Appennino bolognese". È stato socio della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna e della Società Agraria di Bologna, poi trasformatasi in Accademia di Agricoltura, ed inoltre vicepresidente della sede emiliana dell’associazione Pro montibus ed silvis. È stato eletto consigliere comunale a Bologna nel 1920, trovandosi a vivere in prima persona i momenti drammatici dell’eccidio di Palazzo d’Accursio. Con l’avvento del Fascismo ha preferito ritirarsi dalla vita politica cittadina e dedicarsi alle ricerche storiche. Ha pubblicato articoli di storia locale su "Il Resto del Carlino". Ha scritto circa una sessantina tra libri ed articoli, soprattutto sulla storia e le tradizioni dei comuni dell’Appennino bolognese, pubblicando nel 1929 la sua opera maggiore: La montagna bolognese del Medio Evo.
Ha continuato i propri studi storici di ambito locale fino agli ultimi anni di vita, ritirandosi a vivere presso Riola di Vergato.