Donne nell'arte: Robes et Femmes nella Belle Époque

“CORSO”

Quest'album conferma il successo ottenuto da Dudovich e la sua fama di maggior interprete dell'eleganza della Belle Époque; si tratta di una preziosa silloge di 32 tavole già pubblicate per la rivista politico-satirica tedesca "Simplicissimus", fondata a Monaco nel 1896, e ripubblicate dall'artista col medesimo editore poco prima dell'inizio della Grande Guerra.
Infatti nel 1910 Marcello Dudovich aveva lasciato Milano per raggiungere la città di Monaco, accettando l'offerta dell'editore Albert Langen, che gli aveva proposto di collaborare con la sua rivista, il "Simplicissimus", di cui era direttore assieme a Thomas Theodor Heine.
Dudovich illustrerà per circa quattro anni la pagina mondana del giornale tedesco, entrando in contatto e collaborando con gli esponenti di spicco della grafica tedesca quali Kainer, Schultz, Heine e Thöny.

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XVI - Consigliere di commercio nella Holfstall.
"Mio marito fa correre i cavalli da corsa, io faccio correre i conti sessantenni".

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XVIII - O bel sogno!
"Ah ragazzi, se avessimo tanto spirito commerciale quanto tutti gli scrittori, che traggono percentuali dal nostro destino!"

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XIX - Aria di maggio
"Un ficcanaso della moralità non ci rovina mai gli amori, e uno scarabeo stercorario non ci rovina mai la primavera".

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XXI - Lo sport più pericoloso
"Io sposo solo un aviatore - il nero mi sta così bene".

L'artista illustra un evento en plain air dove convivono mondanità ed esaltazione dei più avanzate conquiste tecnologiche, mentre una tagliente didascalia ci mostra una giovane donna spudoratamente cinica.

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Lo stile dei suoi disegni è privo di quelle ornamentazioni tipiche del Liberty e le sue immagini posseggono una raffinata bidimensionalità priva di risalti plastici, che si accosta allo stile della xilografia giapponese, di grande influenza sugli artisti dell'epoca.
Le figure sono sempre contornate dal segno della matita nera e prive di ogni ridondanza, di descrizione di dettagli o di superfici sfumate. I colori poi sono sempre sapientemente studiati e accostati in modo armonico, talvolta con una resa quasi monocroma.
In altri soggetti invece, che hanno come sfondo scene di balli in maschera, cabaret e café chantant, Dudovich si allontana dal decoro alto borghese e guarda alle atmosfere trasgressive tipiche di un Toulouse-Lautrec, assumendone anche i cromatismi accesi.

primagalleria

MARCELLO DUDOVICH, Corso
MARCELLO DUDOVICH, Corso

Tav. IV - L'Unica e la sua proprietà.
"Sei giorni si sogna di un uomo e il settimo giunge il proprio!"

MARCELLO DUDOVICH, Corso
MARCELLO DUDOVICH, Corso

Tav. XIV - Pena d'amore.
"Signore Iddio, oggi son io di nuovo innamorata - Se solo io sapessi di chi!"

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XXIV - Ostenda
"Il mio povero marito col caldo deve restare a Parigi e col sudore della fronte concludere i suoi sporchi affari".

Marcello Dudovich, Corso
Marcello Dudovich, Corso

Tav. XXVI - Il gioco delle onde
"Mamma, credevo di avere visto un mostro marino! Ma poi era la grossa moglie del consigliere di commercio".