Donne nell'arte: Le vrai et le faux chic nella Belle Époque

Parigi detta moda

Parigi, con le sue Maisons, era il centro internazionale della moda, come del resto era sempre stato dai tempi del re Sole, diffusa dall'imitazione de visu, per mezzo dell'arte figurativa, e con la circolazione delle riviste specializzate. La moda del Novecento è invece sempre più veicolata dai mezzi di comunicazione e dalle novità tecniche che si affermano col cinema, con la fotografia, con i nuovi giornali.
Per questo motivo i cambiamenti di stile assumono una rapidità precedentemente sconosciuta, in modo particolare nel costume femminile. Le ragioni, complesse, possono essere riassunte in alcuni punti fondamentali: la lotta delle Suffragette per ottenere il voto delle donne; l'entrata delle stesse nel mercato del lavoro dovuta alla partenza degli uomini verso la guerra; il fenomeno delle avanguardie artistiche cui si ispirano molti coutouriers, destinati a diventare poi “stilisti”, ibridi tra artisti e manager del nuovo fenomeno dell'”industria”, e non più dell'artigianato della moda.
All'inizio del secolo dettavano legge la Maison Callot diretta dalle sorelle Gerber e la Maison Jacques Doucet, dove lavorava Madeleine Vionnet, destinata poi ad aprire una propria casa che sarebbe divenuta una dei più prestigiosi centri dell'alta moda dell'intera Francia per oltre la metà del XX secolo.

LA MODE ILLUSTRÉE. Journal de la famille.

Il periodico, che uscì dal 1860 fin quasi alla metà del Novecento, si proponeva “di insegnare attraverso le illustrazioni e le descrizioni alle madri e alle figlie a realizzare da sé stesse con precisione tutti gli oggetti utili per la gestione della propria persona e della famiglia”. Il periodico offriva quindi molti consigli pratici alle lettrici per l’arredamento, o per la confezione di pizzi e ricami destinati alla biancheria o all’abbellimento di abiti e di particolari suppellettili casalinghe. Ma era anche aggiornato sulla cronaca mondana, dava suggerimenti sul bon ton e conteneva racconti e novelle. Usciva settimanalmente alla domenica, perché le signore lo comprassero uscendo da messa.
“La Mode Illustrée” si rivolgeva a un pubblico molto vasto, e anche gli abiti proposti erano pensati per il pubblico della piccola e media borghesia con i suoi valori di moderazione, costumatezza e dignità scevra dalle stravaganze o dagli eccessi dei grandi sarti parigini che vestivano in modo più estroso l’élite internazionale.
Ogni numero della rivista si componeva di 8 pagine e terminava con una tavola litografica a colori, stampata su cartoncino, con allegato il rispettivo cartamodello. La numerazione delle pagine nei diversi numeri della rivista era progressivo, con lo scopo di facilitarne la conservazione e la rilegatura in volume per annata.

Le Moniteur de la Mode

“Le Moniteur de la Mode” fu pubblicato la prima volta nel 1843 e scomparve nel 1913. In origine, non era una rivista letteraria, perché continuava il fascicolo pubblicitario lanciato nel 1839 da un negozio di tessuti e confezioni di rue Vivienne, il “Journal spécial des nouveautés de la maison Popelin-Ducarre”, mensile gratuito che recava anche una incisione. Nel febbraio 1843, Popelin-Ducarre si associò con Camille Adolphe Goubaud per fondare “Le Moniteur de la Mode”. Presto Goubaud introdusse miglioramenti per consentire il giornale di mantenersi: molte più stampe, cartamodelli, omaggi. L’impaginazione giustapponeva fascicoli specializzati: di moda, romanzi, lavori d’ago. Con questa rivista, che evoca l’eleganza del Secondo Impero e della Terza Repubblica, i figurini di moda si rinnovarono ambientandosi in un contesto più scenografico, grazie soprattutto al pittore Jules David, che vi lavorò per cinquant’anni fino alla morte nel 1892, quando venne sostituito come artista principale da Guido Gonin. 

 

 

LA MODE ILLUSTRÉE. Journal de la famille.
LA MODE ILLUSTRÉE. Journal de la famille.

Contenant les dessins de mode les plus élégants, et des modèles de travaux d'aiguille, etc. Beaux-arts - nouvelles - chroniques - littérature, etc.
Paris, à la librairie de Firmin-Didot et C. 56 rue Jacob, 1891

Tavole di moda femminile. Raccolta di 389 tavole di moda francese e italiana del sec. XIX e inizio del secolo XX
Tavole di moda femminile. Raccolta di 389 tavole di moda francese e italiana del sec. XIX e inizio del secolo XX

Di diversi luoghi, date, editori - Collocazione: 18.CC.II bis.23

È esposto il secondo di una raccolta in tre volumi, con tavole che sono vere e proprie opere d’arte, dall’ampio arco cronologico, e probabilmente formata più per collezionismo, che per l’uso pratico delle case di mode, delle sarte, delle signore che volevano, ad esempio, un repertorio di documentazione per il corredo.
Le riviste da cui sono tratti i figurini sono soprattutto francesi, “Succès”, “Le Moniteur de la Mode” (la più importante), “La Gazette Rose”, “Le Bon Ton”, “L’Elégance Parisienne”, ma non mancano quelle italiane, da “Margherita”, il cui titolo è un omaggio alla regina Margherita di Savoia, considerata esempio di eleganza e di stile da proporre alle signore italiane della borghesia ricca e colta, a “La Stagione”. Nella “Mode Artistique” spesso il modello è accompagnato dall’indicazione della nobildonna per la quale è stato realizzato.

LA MODE ILLUSTRÉE. Journal de la famille.
LA MODE ILLUSTRÉE. Journal de la famille.

Contenant les dessins de mode les plus élégants, et des modèles de travaux d'aiguille, etc. Beaux-arts - nouvelles - chroniques - littérature, etc.
Paris, à la librairie de Firmin-Didot et C. 56 rue Jacob, 1891