Parigi detta moda
Parigi, con le sue Maisons, era il centro internazionale della moda, come del resto era sempre stato dai tempi del re Sole, diffusa dall'imitazione de visu, per mezzo dell'arte figurativa, e con la circolazione delle riviste specializzate. La moda del Novecento è invece sempre più veicolata dai mezzi di comunicazione e dalle novità tecniche che si affermano col cinema, con la fotografia, con i nuovi giornali.
Per questo motivo i cambiamenti di stile assumono una rapidità precedentemente sconosciuta, in modo particolare nel costume femminile. Le ragioni, complesse, possono essere riassunte in alcuni punti fondamentali: la lotta delle Suffragette per ottenere il voto delle donne; l'entrata delle stesse nel mercato del lavoro dovuta alla partenza degli uomini verso la guerra; il fenomeno delle avanguardie artistiche cui si ispirano molti coutouriers, destinati a diventare poi “stilisti”, ibridi tra artisti e manager del nuovo fenomeno dell'”industria”, e non più dell'artigianato della moda.
All'inizio del secolo dettavano legge la Maison Callot diretta dalle sorelle Gerber e la Maison Jacques Doucet, dove lavorava Madeleine Vionnet, destinata poi ad aprire una propria casa che sarebbe divenuta una dei più prestigiosi centri dell'alta moda dell'intera Francia per oltre la metà del XX secolo.