Le opere di Salgari subirono spesso modifiche, omissioni o adattamenti operati dalle case editrici; inoltre lo scrittore ebbe a che fare con episodi di censura. Tra i più noti quello legato alla spedizione italiana del 1900 guidata da Luigi Amedeo di Savoia (il famoso Duca degli Abruzzi) e dal capitano Umberto Cagni verso il Polo Nord sulla nave Stella Polare. L’editore genovese Donath commissionò al romanziere veronese un libro ispirato alle vicenda, come omaggio all'impresa di Casa Savoia.
Salgari aveva ottimi rapporti con la Casa Reale; era stato nominato Cavaliere da Re Umberto I nel 1897 ed era solito inviare una copia di ogni sua opera pubblicata alla famiglia reale.
L’editore richiese il racconto con estrema urgenza per poterlo inserire tra le strenne natalizie. Il libro, scritto e pubblicato in tempi brevissimi, è quindi un vero e proprio istant-book arricchito da qualche episodio drammatico ispirato da precedenti spedizioni, dalla caccia alle balene e da catastrofici naufragi attinti dai numerosi appunti raccolti da Salgari sulle spedizioni polari di quegli anni.
Il volume però era anche corredato da un ritratto del Duca, da due carte geografiche e da numerose fotografie, alla stregua di un resoconto della spedizione. Salgari oltre ad essere un romanziere era anche un giornalista affascinato dalle esplorazioni e dai viaggi al Polo e il libro, così denso di particolari sulla spedizione, poteva sembrare quasi una cronaca di viaggio (come ad esempio quella pubblicata sul periodico «L’illustrazione italiana», XXVI, n. 8, 19 Febbraio 1899). Il testo di Salgari inoltre venne pubblicato prima che la nave approdasse in Italia e molto prima della relazione ufficiale pubblicata dalla Società geografica italiana col titolo Spedizione italiana nel Mare Artico sulla Stella Polare. Conferenza di S.A.R. il Duca degli Abruzzi e del comandante Umberto Cagni tenuta in Roma sotto gli auspici della Società Geografica Italiana (14 gennaio 1901). Questo suscitò molte proteste da parte della Società geografica e di Casa Savoia. La casa editrice Donath dovette difendersi nelle aule del tribunale. Il volume venne ritirato momentaneamente dal commercio e solo dopo una meticolosa revisione del testo venne ripubblicato con il titolo Notizie sul viaggio della Stella Polare. La casa editrice dovette inserire in copertina l’avviso: «Questo resoconto non è la relazione ufficiale che sta preparando S.A.R il Duca degli Abruzzi e non emana da alcuno dei membri della spedizione». Nelle successive ristampe il titolo variò ulteriormente in Verso l’Artide con la Stella Polare.
Nel 1943 il Miniculpop chiese alla casa editrice Vallardi altre correzioni al testo. Lo studioso salgariano Felice Pozzo ha pubblicato la velina censoria nell’articolo Dieci «veline» del Miniculpop per Emilio Salgari («LG argomenti», XIX, n. 1-2, gennaio-aprile 1983, p.34-40):
Roma, 7 sett. 1943 - Prot. n. 4212 A/I - Oggetto: Verso L’artide
Nulla osta alla pubblicazione dell’opera in oggetto, previ gli emendamenti segnati nell'allegato.
Allegato alla lettera 4212/AI:
Eliminare il paragone a p. 8: «Il principe è generoso come un lord, mio caro»A p. 30 è opportuna una nota che spieghi perché la bandiera italiana era senza corona reale.
A p. 31 correggere: «Lascerà»
A p. 114 eliminare: «law tennis»
A p. 62 mutare la frase: «figlia del principe Nikita, il più valoroso soldato dell’Europa intera» in «...uno dei più valorosi soldati dell’Europa intera».
Nonostante le indicazioni del Miniculpop l'editore Vallardi non modificò il testo.
Emilio Salgari, Verso l’Artide con la Stella Polare, Milano, Fabbri, 1968.