Che libri esponevano le librerie tedesche in epoca nazista?
Disponiamo di una testimonianza diretta di un giovane studente universitario bolognese: Pier Paolo Pasolini (il suo libretto universitario è conservato nell’Archivio storico dell’Università di Bologna).
Nel 1942, a Weimar (17-24 giugno) e a Firenze (25-30 giugno), si svolsero i Ludi Juveniles nell’ambito del Ponte Weimar-Firenze, l’incontro di migliaia di giovani da tutti i paesi occupati o alleati della Germania nazista.
Pasolini, che sarà presente in entrambe le città in qualità di Consulente per la commissione giovanile per l’arte della G.I.L. (Gioventù italiana del Littorio) di Bologna, scriverà un importante articolo sul raduno di Weimar: Cultura italiana e cultura europea a Weimar, pubblicato prima su «Architrave» e poi sul n. 3 de «Il Setaccio», la prima rivista che vide Pasolini tra i suoi fondatori (si veda la sezione dedicata a questa rivista la mostra online realizzata dall’Archiginnasio Pasolini ’42).
All’interno dell’articolo, Pasolini scrive:
[il popolo germanico] par si contenti di vivere, culturalmente, nelle acque morte della propaganda, o di un’arte realistica e di genere. (A riprova di ciò, nelle principali librerie di Weimar, la Firenze tedesca, non mi è stato possibile trovare un solo libro di poesie di autori classici o moderni; mancanza di carta? Non pare, perché molte e lussuose erano le edizioni di libri propagandistici, che, si noti, il popolo tedesco legge).
Poca o nulla poesia, nelle librerie naziste.
Pier Paolo Pasolini, Cultura italiana e cultura europea a Weimar, «Il Setaccio», III, n. 3, gennaio 1943, p. 8-9.
Collocazione: 16. b. II. 65