La politica di controllo della letteratura per l’infanzia ebbe naturalmente anche ripercussioni in ambito scolastico. Con la legge n. 5 del 7 gennaio 1929 le scuole italiane vennero dotate di un testo unico per ogni singola classe elementare (ne vediamo qui un esempio integralmente consultabile online) redatto da una commissione nominata dal Ministro della Pubblica Istruzione (poi Ministero dell'Educazione Nazionale); i testi, intrisi di patriottismo, avevano l’intento di educare il giovane all’obbedienza, al rispetto e al disprezzo verso tutti gli oppositori del Regime, e di preparare i ragazzi alla guerra e al sacrificio.
Il Regime non lasciò nulla al caso. La propaganda si estese anche sul materiale scolastico, come ad esempio i quaderni; anche questi ultimi si inseriscono in un programma rieducativo. Numerosi illustratori italiani come ad esempio Antonio Rubino, vennero arruolati per creare nuove copertine per i quaderni capaci di spiegare ai bambini l’ideologia fascista.
Angiolo Silvio Novaro, Il libro della IV classe elementare: letture, Roma, La Libreria Dello Stato, 1930.