Album "Margherita Dolcevita"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del romanzo di Stefano Benni Margherita Dolcevita (Feltrinelli, 2005), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva degli argomenti e dei materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
In particolare coglieremo i numerosi spunti offerti dal romanzo relativamente al campo letterario: la protagonista Margherita è una narratrice che sperimenta diverse forme di espressione artistica, dando vita a un dialogo col lettore che diventa gioco metaletterario.
La seconda parte della gallery invece sarà dedicata a testi scritti da Stefano Benni e che rischiano di passare sotto silenzio perché dispersi in periodici o perché accompagnano opere di altri autori. Sarà questo un modo di rendere omaggio alla sua poliedricità e di chiudere il nostro percorso suggerendo scritti da leggere prossimamente.
Dal momento che di Margherita Dolcevita sono state pubblicate numerose edizioni, in caso di citazione dal testo non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo da cui sono tratte quelle parole. I capitoli infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
The Faith of Graffiti (1974)
Chiudiamo questa corposa sezione dedicata all’arte di strada con The Faith of Graffiti, il primo testo che si è fatto carico di riflettere in maniera critica sul significato di quella «invasione scrittoria “dal basso”» (Italo Calvino, La città scritta: epigrafi e graffiti, in Id. Saggi. 1945-1985. Vol. 1, p. 506-513: 509) che nella prima metà degli anni Settanta del Novecento ricoprì i muri di New York. E che, osserva Armando Petrucci in La scrittura. Ideologia e rappresentazione, ha qualche punto di contatto con il «fenomeno [...] della scrittura spontanea» (p. 162-163) che in Italia era sorta coi movimenti del Sessantotto e del Settantasette e si era poi diffusa in varie forme anche degradate, «per arrivare infine, ai livelli più bassi della creazione linguistico-grafica, alle scritte murali delle bande sportive» (ivi, p. 161-162).
The Faith of Graffiti è composto da moltissime fotografie di tag scritte sui muri americani. Sono proprio le tag, oggi considerate scarabocchi che deturpano il decoro urbano, l’espressione più rivoluzionaria del graffitismo, il modo con cui si impongono all’attenzione di tutti «mondi privi di accesso legittimo alla parola in pubblico» (Alessandro Dal Lago, Serena Giordano, Graffiti. Arte e ordine pubblico, p. 34). E i rappresentanti di quei mondi - ragazzi di cui nessuno conosce il nome ma che esibiscono con orgoglio il disegno con cui affermano la propria identità - non solo finiscono sulla copertina del libro, ma sono formalmente indicati come autori del libro stesso in quanto le loro tag compaiono sul frontespizio del volume.
The Faith of Graffiti è anche il titolo del testo di Norman Mailer che interrompe la lunga sequenza di fotografie presenti e che si pone come prima riflessione critica in assoluto su queste tematiche.
La copia del libro presente in Archiginnasio fa parte del Fondo Palmaverde, che raccoglie gran parte dei testi che si trovavano alla Liberia Palmaverde di Roberto Roversi al momento della chiusura (ne abbiamo parlato nella gallery dedicata alla poesie di Benni). All’interno del volume sono conservati due articoli del 1992, tratti del quotidiano «La Stampa», che trattano temi vicini a quelli del testo. Possiamo ipotizzare che lo stesso Roversi abbia ritagliato e conservato questi articoli, evidentemente interessato all’argomento.
I due articoli sono:
Mario Ciriello, I poeti viaggiano in metrò («La Stampa», 20 gennaio 1992, p. 14)
Nico Orengo, Gli amanuensi della notte («La Stampa», 3 aprile 1992, p. 17)
The Faith of Graffiti, documented by Mervyn Kurlansky & Jon Naar, text by Norman Mailer, New York, Praeger, c1974.