Album "Margherita Dolcevita"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del romanzo di Stefano Benni Margherita Dolcevita (Feltrinelli, 2005), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva degli argomenti e dei materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
In particolare coglieremo i numerosi spunti offerti dal romanzo relativamente al campo letterario: la protagonista Margherita è una narratrice che sperimenta diverse forme di espressione artistica, dando vita a un dialogo col lettore che diventa gioco metaletterario.
La seconda parte della gallery invece sarà dedicata a testi scritti da Stefano Benni e che rischiano di passare sotto silenzio perché dispersi in periodici o perché accompagnano opere di altri autori. Sarà questo un modo di rendere omaggio alla sua poliedricità e di chiudere il nostro percorso suggerendo scritti da leggere prossimamente.
Dal momento che di Margherita Dolcevita sono state pubblicate numerose edizioni, in caso di citazione dal testo non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo da cui sono tratte quelle parole. I capitoli infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Max Allan Collins, Waterworld (1995)
Parlando di distopie in cui il mondo è stato sommerso dalle acque, uno dei riferimenti inevitabili è cinematografico: Waterworld, regia di Kevin Reynolds, esce nelle sale nel 1995. Protagonista è Kevin Costner, fresco del successo di Balla coi lupi. Successo non replicato con questo film, oggetto di molte critiche, che però ci permette di citare questo romanzo tratto dalla sceneggiatura, e di ricordare come Labella, la figlia dei Del Bene, si guadagni una nota di biasimo da Margherita perché prima va a vedere il film poi, se le piace, compra il libro (e probabilmente non lo legge). Con Waterworld la scelta di Labella avrebbe avuto senso, dal momento che l’opera “primaria” è proprio quella cinematografica.
Ricordiamo anche il progetto realizzato negli ultimi anni dal Settore Bibilioteche e Welfare culturale intitolato Era meglio il libro?, che prevede la visione di film tratti da testi letterari, introdotta da un breve dibattito.
Max Allan Collins, Waterworld, basato sulla sceneggiatura di Peter Rader e David Twohy, Milano, Sperling & Kupfer, [1995].