Album "La Compagnia dei Celestini"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale di uno dei più amati romanzi di Stefano Benni, La Compagnia dei Celestini (Feltrinelli, 1992), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che de La Compagnia dei Celestini sono state pubblicate numerose edizioni, in caso di citazione dal testo non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo da cui sono tratte quelle parole. I capitoli infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Roberto Finzi in panchina
Una piccola curiosità. La copia del libro di Sebaste posseduta dall’Archiginnasio fa parte del fondo librario donato alla biblioteca dallo storico Roberto Finzi, docente dell’Università di Bologna deceduto nel 2020. Al suo interno è conservato il biglietto che accompagnava il libro, donato a Finzi al momento del suo pensionamento nel 2009. Il testo manoscritto sul retro del biblietto parla chiaro:
«Caro Roberto, anche se stai per andare “in pensione”, non credo proprio che andrai “in panchina”».
Il concetto espresso da queste parole riflette l’idea negativa dello stare in panchina contraddetta dalla citazione di Sebaste letta nella scheda precedente. Contiamo sul fatto che Finzi abbia letto il libro e abbia compreso che qualunque panchina è «il posto ideale per osservare quello che accade» (Beppe Sebaste, Panchine, p. 10).