Album "La Compagnia dei Celestini"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale di uno dei più amati romanzi di Stefano Benni, La Compagnia dei Celestini (Feltrinelli, 1992), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che de La Compagnia dei Celestini sono state pubblicate numerose edizioni, in caso di citazione dal testo non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo da cui sono tratte quelle parole. I capitoli infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Alessandro Baricco, Utopia nonostante la realtà (1993)
Nel numero di maggio 1993 de «L’Indice dei libri del mese», Alessandro Baricco pubblica una recensione a La Compagnia dei Celestini (qui leggibile a una migliore definizione). In copertina di quel fascicolo della rivista compare un ritratto, firmato da Tullio Pericoli, di Daniel Pennac, grande amico di Benni, che anni prima aveva sollecitato con insistenza presso Feltrinelli la pubblicazione dei romanzi dello scrittore francese.
Baricco definisce La Compagnia «uno dei libri più importanti scritti da un italiano negli ultimi anni» e sottolinea come l’attenzione dell’autore sia, come in altri suoi libri, sempre centrata sugli emarginati e gli ultimi, quelli che appartengono a «quella parte dell’umanità che non appare nella lista ufficiale degli abbonati al mondo». In questo caso sono dei ragazzini ma «alle volte hanno anche settant’anni».
Il romanzo, continua Baricco, racconta anche l’Italia contemporanea ma per far questo «basta effettivamente uno come Bocca». Quello che colpisce nel testo di Benni è la lingua con cui costruisce questo racconto, una lingua dirompente ed inventiva, capace con il solo accostamento di due parole - l’Extasi e il confetto Falqui, nell’esempio scelto dal recensore - di scatenare la risata attraverso la collisione di due mondi opposti. Chiudiamo con le stesse parole con cui conclude Baricco: «E se rido, non è perché lui è uno scrittore comico. Se rido, è perché lui è un grande scrittore».
Alessandro Baricco, Utopia nonostante la realtà, «L’Indice dei libri del mese», X, n. 5, maggio 1993, p. 10.
Il fascicolo è disponibile integralmente online.