Album "Il bar sotto il mare"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale della raccolta di racconti Il bar sotto il mare di Stefano Benni (Feltrinelli, 1987), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Il bar sotto il mare sono state pubblicate diverse edizioni, non indicheremo le pagine, ma il titolo del racconto da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Il Cinematografo dei sordomuti in Bologna
Fra Bologna e il cinema sembra esserci sempre stato un rapporto privilegiato, suggellato nel 1962 dalla nascita della Cineteca che ancora oggi, diventata Fondazione Cineteca, è un fiore all’occhiello della città riconosciuto a livello mondiale.
Ma anche nella prima metà del ventesimo secolo le esperienze cittadine legate alla settima arte sono state numerose, di successo e curiose. Ne andiamo a vedere alcune a solo titolo esemplificativo.
La prima è quella del Cinematografo dei sordomuti, nato nel 1912 all’interno dell’Istituto Gualandi, che si occupava appunto - e ancora oggi lo fa come Fondazione Gualandi - dell’educazione dei bambini sordi. Questo volume ripercorre i primi cinque anni di attività di questa sala cinematografica speciale, considerata uno strumento educativo fondamentale per i giovani non udenti, come sottolinea l’autore Raffaele Grassi - al tempo vicedirettore dell’Istituto e direttore del periodico «Èffeta» - nelle pagine introduttive del volume.
Raffaele Grassi, I primi cinque anni di vita del Cinematografo dei sordomuti in Bologna, Bologna, Tip. sordomuti, 1917.