Album "Il bar sotto il mare"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale della raccolta di racconti Il bar sotto il mare di Stefano Benni (Feltrinelli, 1987), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Il bar sotto il mare sono state pubblicate diverse edizioni, non indicheremo le pagine, ma il titolo del racconto da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficoltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Almanacco della fantarcheologia (2022)
Più che collegare i contenuti alla dimensione temporale propria della definizione da vocabolario, il termine Almanacco nel titolo va inteso nell'accezione popolare che lo identifica come una raccolta di materiali di diverso tipo, ma anche come prodotto dell’Almanaccare, ovvero «fantasticare o cercare di indovinare con sforzo» (Vocabolario Treccani). L’oggetto è la fantarcheologia e le teorie da cui è composta come quella degli Antichi Astronauti o del Paleocontatto. La pseudo-scienza comprende anche le affascinanti storie della città di Atlantide e del continente scomparso di Mu o, per le nostre latitudini, del monte Musiné e di tutti quei posti, libri o manufatti che hanno generato misteri e leggende.
Uscito a cento anni dalla nascita, il libro contiene un tentativo prezioso di pubblicare per la prima volta un accenno di biografia di Pier Domenico Colosimo (Modena, 15 dicembre 1922 – Milano, 23 marzo 1984), in arte Peter Kolosimo, prolifico e pluritradotto autore italiano esponente della fantarcheologia. Se ne occupano, con serietà accademica, il prof. Marco Ciardi, Roberto Labanti (dell’International Society for Contemporary Legend Research, ISCLR e dell’Associazione Italiana di Storia Orale, AISO) e Edoardo Russo per la parte torinese.
In definitiva il libro tenta di descrivere il periodo degli anni Settanta in cui l’ufologia e le materie affini intrattennero e fecero discutere larga parte della popolazione italiana, indaga i contorni di questa passione, i suoi contenuti e le sue motivazioni. Quando Stefano Benni, qualche anno più tardi, scrive il racconto Il marziano innamorato, parla anche a quella parte dell’Italia.
Almanacco della fantarcheologia. Antichi astronauti, continenti scomparsi e futuri passati, a cura di Fabio Camilletti, Bologna, Odoya, 2022.