Album "Bar Sport"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del primo libro di Stefano Benni, Bar Sport (Mondadori, 1976), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Bar Sport sono state pubblicate numerose edizioni nei 50 anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo (o potremmo forse dire racconto) da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficioltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
«I cinni di Bologna»
Il termine «cinno» viene utilizzato nel titolo di questa rivista che dal 1964 continua un periodico precedente, «Carnevale nazionale dei bambini», ed è curata dal Comitato nazionale dei bambini.
Il 1964 è anche l’anno di nascita della Fiera del libro per ragazzi, che si tiene a Palazzo Re Enzo dal 4 al 12 aprile. Nel primo numero di «I cinni di Bologna» (di cui vediamo a fianco la copertina) viene pubblicata una fotografia del carro Tra la fiaba e la fantascienza, presentato al carnevale cittadino proprio dalla Fiera del libro.
Nel numero del 19 aprile 1965 della rivista viene pubblicato l’articolo I fanciulli leggono, che riporta l’intervanto con cui il 5 aprile dell’anno precedente nel Salone del Podestà il cardinal Giacomo Lercaro aveva salutato l’inizio di una così importante manifestazione.
In occasione del cinquantenario della Fiera, Antonio Faeti ricorderà la sua visita a quella prima edizione, rilevando che la nascita di quella manifestazione a Bologna non era un evento casuale, ma logico e naturale perché nasceva da un’attenzione alla condizione infantile - e alla letteratura per l’infanzia - ben diffusa in città e testimoniata da diversi eventi, fra cui «Appena un anno prima [...] una mostra splendida e terribile, fascinosa e angosciante: all’Archiginnasio erano stati esposti i disegni dei bambini ebrei di Terezin, i quindicimila deportati, strappati ai loro genitori e collocati in quella città-fortezza prima dell’avvio dei forni crematori di Oswiecin [...]» (Antonio Faeti, Un sogno lungo mezzo secolo, in Bologna. Cinquant'anni di libri per ragazzi da tutto il mondo, a cura di Giorgia Grilli, p. 15-34: 15). Un resoconto della mostra tenutasi in Archiginnasio e citata da Faeti si trova nell’articolo Un inno alla vita dal “ghetto dei bambini” di Mario De Micheli, pubblicato su «l’Unità» del 17 febbraio 1963 (p. 3).
«I cinni di Bologna», 5 aprile 1964, copertina.