Album "Bar Sport"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del primo libro di Stefano Benni, Bar Sport (Mondadori, 1976), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Bar Sport sono state pubblicate numerose edizioni nei 50 anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo (o potremmo forse dire racconto) da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficioltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Hanno deciso gli episodi (2015)
Dopo averlo più volte evocato - prima con l’articolo sul Bar Otello, poi parlando del tecnico, infine entrando col ciclismo in ambito sportivo - è giunto il momento di fare scendere in campo l’argomento principe delle discussioni da bar: il calcio. Che in Bar Sport è protagonista soprattutto in Viva Piva! e La trasferta, oltre che ne Il tecnico, ma si ritrova spesso in altri articoli di Benni pubblicati in quegli anni sui giornali.
L’interesse dell’autore è spesso puntato, anche in diverse interviste, sul linguaggio utilizzato dai media - e replicato o scimmiottato dai tifosi - per parlare di calcio. Un linguaggio infarcito di frasi fatte, luoghi comuni e inglesismi usati gratuitamente che se nella vita reale è spesso specchio di banalità e pochezza di pensiero - e chiaramente il mondo del calcio è un esempio per parlare anche di altri settori della comunicazione - in letteratura può diventare fonte di invenzioni e ironia. Basti pensare al famoso e assurdo finale del racconto La trasferta: «Erano le tre di notte. Il Bologna perse sei a zero dopo essere stato lungamente in vantaggio».
Il libro che qui vediamo ha volutamente per titolo una delle tante espressioni “consunte” del linguaggio calcistico - come dice il sottotitolo i racconti andranno a giocare proprio su questi luoghi comuni - e contiene una riflessione di Benni su questi temi, intitolata 91° minuto (p. 149-151):
«Il luogo comune è ciò di cui non posso fare a meno. Lo derido, ma lo cerco, lo detesto e lo desidero, senza di lui non posso usare l’ironia. È il mio pane maledetto, la mia acqua velenosa. E qualche volta anche io ci casco dentro.
Il linguaggio del calcio è la più grande fabbrica di luoghi comuni del mondo, insieme alla politica e al porno. Una volta mi appassionava di più. Era l’unico linguaggio veramente trans-generazionale, interclassista e alla portata di quasi tutti. [...] Ora mi sono stancato. Troppa isteria, troppi atteggiamenti divistici, troppo riciclaggio di soldi sporchi, troppe tifoserie feroci, troppi calcioni e poco genio. Il luogo comune ha bisogno di un teatro e di un pubblico adeguato. Un grande attore può fare il guitto, un mediocre attore no» (p. 149).
Sono parole del 2015. Da Bar Sport, in cui lo sport aveva generato momenti di comicità e ironia, sono passati quasi 40 anni e sul linguaggio calcistico, sembra dirci Benni, si può solo ragionare in negativo, non più utilizzarlo per narrare.
Hanno deciso gli episodi. 20 racconti sul calcio e i suoi luoghi comuni, a cura di Paolo Soglia, Bologna, Pendragon, 2015.