Album "Bar Sport"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del primo libro di Stefano Benni, Bar Sport (Mondadori, 1976), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Bar Sport sono state pubblicate numerose edizioni nei 50 anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo (o potremmo forse dire racconto) da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficioltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Francesco Perlini, L'Albertazzi (2023) - Umarèlls
Il tema dello slang bolognese è già stato introdotto parlando degli umarells. Quando Masotti ne dà la definizione infatti sottolinea che il termine non è un semplice dialettalismo (il plurale di umarell infatti sarebbe umarì) ma di un «bolognesismo + inglesismo globish». Si tratta quindi di una parola nuova, creata per l’occasione e per definire un tipo umano specifico.
Gli umarells (per la precisione: umarèlls) entrano nel dizionario di slang bolognese di cui vediamo la pagina loro dedicata, slang che a sua volta è, ci dice il sottotitolo, una «variante di balotta» (l’Albertazzi appunto, «Balotta intercontinentale formatasi a Bologna e parlante la lingua A[lbertazzi]», p. 17) di come parlano i giovani nel capoluogo emiliano. Così l’autore Francesco Perlini definisce questa neolingua di cui offre il dizionario:
«Il gergo urbano giovanile a Bologna è estremamente caratteristico, diffuso, personalizzabile. È una reazione dinamica e incredibile di parlate italiane e flussi esteri che la città vede affollarsi e rinnovarsi di continuo. Non è il dialetto degli anziani, non gli somiglia quasi per niente e parla di cose nuove in un mondo nuovo. Pone allo stesso livello di dignità i verbi basilari della sopravvivenza e i tecnicismi di insulsi rituali goliardici» (p. 8).
Francesco Perlini, L'Albertazzi. Dizionario, grammatica, storie di slang bolognese in una variante di balotta, illustrazioni di Valeria Cavallone e Lufo, Bologna, Pendragon, in collaborzione con Chialab, ©2023.