Album "Bar Sport"
In questa gallery raccogliamo documenti che illustrano la genesi e la vita editoriale del primo libro di Stefano Benni, Bar Sport (Mondadori, 1976), che fanno riferimento ai temi trattati nell’opera o hanno fornito una base informativa per l’autore.
Questa non vuole essere un’analisi scientifica ed esaustiva di fonti e documenti utilizzati dall’autore né tantomeno un’interpretazione critica.
Proponiamo il resoconto di un’esperienza di lettura e di ricerca nel patrimonio della nostra biblioteca (con alcune escursioni in altre raccolte documentarie). Non c’è quindi nessuna pretesa di una presentazione esaustiva dei molti argomenti e dei molti materiali che il testo potrebbe suggerire, ma la volontà di compiere una scelta sulla base di motivazioni anche episodiche.
Consci di non incarnare il Lettore Modello presupposto dal testo, del testo faremo un uso specifico piuttosto che darne un’interpretazione, secondo la distinzione posta da Umberto Eco in Lector in fabula (paragrafo 3.4, Uso e interpretazione, p. 59-60).
Dal momento che di Bar Sport sono state pubblicate numerose edizioni nei 50 anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, non indicheremo le pagine, ma il titolo del capitolo (o potremmo forse dire racconto) da cui sono tratte quelle parole. I singoli testi infatti sono sufficientemente brevi per permettere a chi lo volesse di rintracciare senza difficioltà la citazione in una qualunque edizione dell’opera.
I documenti utilizzati sono quasi totalmente conservati e consultabili presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna. Salvo dove diversamente specificato la collocazione indicata è quindi relativa a questa biblioteca.
Ricordiamo che esiste un sito ufficiale dedicato all’autore in cui oltre a notizie varie si possono trovare anche diversi testi da lui scritti, in particolare articoli pubblicati su riviste e quotidiani.
Enrico Brizzi, Paolo Bacilieri, Vincenzo Filosa, Joker. Strategia della tensione (2024)
In questa immagine vediamo la copertina del fumetto Joker. Strategia della tensione, sceneggiato da Enrico Brizzi e disegnato da Paolo Bacilieri, con i colori di Vincenzo Filosa. È necessario spiegare il contesto in cui nasce quest’opera.
Nel 2021 la casa editrice DC Comics lancia un progetto molto particolare: realizzare 14 storie di Batman ambientate in 14 diversi paesi e realizzate da autori di quello stesso paese. Ne nasce il volume Batman. Il mondo. La storia italiana, ambientata a Roma, è sceneggiata da Lorenzo Bilotta e disegnata da Nicola Mari, con i colori di Giovanna Miro. Oltre che nel volume collettivo appena citato, viene pubblicata anche, in un formato più grande, in un libro a sé: Batman Ianus.
Nel 2024 questa operazione viene riproposta mettendo al centro dell’attenzione il grande antagonista di Batman, Joker. Il volume colletivo, in continuità con l’esperimento precedente, ha per titolo Joker. Il mondo. La storia italiana, come già visto, viene affidata alla penna di Enrico Brizzi che in maniera naturale colloca il personaggio non solo a Bologna, ma nella Bologna del Settantasette. Il motivo è spiegato nella prima tavola: l’idea di rifugiarsi in Emilia nasce nel super-criminale leggendo Hemingway - per il quale Bologna è una città dura in cui si mangia magnificamente - e si rivela particolarmente azzeccata perché, come spiega lo stesso Joker, «questa città è anche il nido ideale per un uccel di bosco come il sottoscritto. Un espatriato. Un fuggitivo. Un esiliato da Gotham che aspira a una vita nuova». Ritorna in queste parole un diffuso leitmotiv riguardante la Bologna degli anni Settanta, luogo ideale per nascondersi:
«È la città giusta per vivere da clandestini. In qualunque altro posto un ragazzo strano, con un accento strano, che entra ed esce di casa a tutte le ore del giorno e della notte e non si sa chi è, che cosa fa e di che vive e a volte sparisce e poi torna, sarebbe stato notato da qualcuno, ma all’Università no».
(Carlo Lucarelli, Il caso Alinovi, in Id., Mistero in blu, p. 3-29: 26)
Non che Joker si nasconda, visto che finisce per insegnare all’Università. Ma proprio questa esagerazione serve a confermare che la città in quel momento poteva accettare qualunque situazione eccezionale e fornire uno spazio di espressione, paradossalmente anche istituzionale, a chi aveva la forza e l’immaginazione di proporre idee conflittuali con l’ordine prestabilito dalle istituzioni di potere. Brizzi, nell’intervista contenuta in questo volume, dice: «al DAMS un professore come Joker sarebbe andato fortissimo!».
L’aspetto interessante è che ancora oggi, dopo 50 anni, quel periodo della storia bolognese continua a fecondare l’immaginazione degli artisti - scrittori e disegnatori, non dimentichiamo che quelli furono anni di grande crescita per il fumetto - e a proporsi come scenario credibile e stimolante per storie che riflettano sul rapporto fra il Potere e chi lo combatte.
Enrico Brizzi, Paolo Bacilieri, Vincenzo Filosa, Joker. Stategia della tensione, Modena, Panini, 2024.