Una passione balcanica. Il fondo Antonio Baldacci in mostra all'Archiginnasio

copertina di  Una passione balcanica. Il fondo Antonio Baldacci in mostra all'Archiginnasio

Mostra organizzata dal 3 marzo al 25 giugno 2005 presso la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna

Le carte e i libri di Antonio Baldacci (Bologna 1867-1950), singolare figura di botanico-viaggiatore-geografo-etnologo, testimoniano l’intensa attività condotta per oltre cinquant’anni da un bolognese “divorato” da una vera e propria passione per il mondo balcanico affacciato sull’Adriatico.
La mostra (Una passione balcanica. Politica coloniale, affari e botanica tra la dissoluzione dell'impero ottomano e la seconda guerra mondiale. Il fondo Antonio Baldacci in mostra all'Archiginnasio, 3 marzo - 25 giugno 2005), curata da Maria Grazia Bollini e Anna Manfron, costituisce l’occasione per presentare al pubblico i risultati del lavoro di inventariazione scientifica dell’archivio, composto dalle carte e dai documenti prodotti o appartenuti ad Antonio Baldacci, che dal 1899 ricoprì la cattedra di Botanica e dal 1901 quella di Geografia presso l’ateneo bolognese, per essere poi incaricato nel 1902 dell’insegnamento di Geografia politica e coloniale nella Scuola Diplomatico-Coloniale annessa all’Università di Roma, e che compì tra il 1885 e il 1904 numerose spedizioni scientifiche in Montenegro, Albania, Epiro e Creta. Nel corso di questi viaggi accumulò non solo un copioso bagaglio di minuziose osservazioni scientifiche che riversò in un centinaio di pubblicazioni fra monografie e articoli, ma anche di conoscenze e amicizie che si rivelarono particolarmente utili per gli interessi economici, politici e militari del Governo italiano sull’altra sponda dell’Adriatico. Dal Ministero degli Esteri, dell’Interno e della Marina gli furono infatti affidati numerosi incarichi di carattere conoscitivo e anche diplomatico, che si intersecarono con le sue attività di studioso. Nella mostra sono esposte, oltre ad una scelta di lettere e documenti dall’archivio personale dello studioso, molte fotografie che illustrano la cultura e i costumi dei luoghi visitati, tra cui quelle scattate dallo stesso Baldacci, e le splendide immagini realizzate dallo Studio fotografico Marubi di Scutari.


Il fondo archivistico e la biblioteca personale di Antonio Baldacci, in adempimento di una sua disposizione testamentaria, sono stati donati alla Biblioteca dell'Archiginnasio nell'anno 2000 dai nipoti Lorenzo e Maria Teresa Arus. Anche questa importante acquisizione perpetua così la tradizione secondo la quale la Biblioteca civica si è formata e si arricchisce grazie ai lasciti testamentari e alle donazioni di illustri cittadini che l’hanno eletta come custode delle memorie della comunità bolognese.

Alla mostra organizzata dall’Archiginnasio si è aggiunta, grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, la pubblicazione dell’inventario di questo corposo archivio: Una passione balcanica tra affari, botanica e politica coloniale. Il fondo Antonio Baldacci nella Biblioteca dell’Archiginnasio (1884-1950), a cura di Maria Grazia Bollini, Bologna, Comune, 2005, 830 p., quarto volume della collana «Biblioteca de L’Archiginnasio», destinato certamente a diventare strumento prezioso e pressoché ineludibile per quanti vorranno studiare non solo la botanica e l’etnologia del mondo balcanico, ma anche la storia di quei territori negli anni che videro lo sfaldarsi dell’Impero Ottomano, la nascita di nuove realtà statali affacciate sulla riva orientale dell’Adriatico, il dispiegarsi (dall’età di Crispi al regime fascista) degli interesse economici e coloniali italiani nell’area.

 

Ideazione e cura generale della mostra: Pierangelo Bellettini, Maria Grazia Bollini, Anna Manfron
Hanno collaborato all’allestimento: Floriano Boschi, Roberto Faccioli, Alessandra Mazzanti, Giovanni Franco Nicosia, Claudio Veronesi
Riproduzione ed elaborazione digitale delle foto: Farima Astani, Ruggero Ruggeri, Rita Zoppellari
Grafica pannelli illustrativi: Marcello Fini
Prestatori: Lorenzo e Maria Teresa Arus
Manifesto e booklet: Maria Grazia Bollini progetto, Fabrizio Passarella design
Promozione: Valeria Roncuzzi Roversi Monaco
Mostra online a cura di Rita Zoppellari (2005). Restyling a cura di Giulia Gadaleta (2026)