Tesori in soffitta

Fondo Saitta

Scheda Fondi nel web

A partire dal 25 gennaio 1966, in esecuzione del testamento redatto il 2 luglio 1964, la libreria di Giuseppe Saitta entra a far parte della Biblioteca dell’Archiginnasio. Il materiale è stato catalogato tra il 2002 e il 2004 e risulta composto da 2.760 documenti. Contiene, oltre a un piccolo nucleo di volumi antichi, libri moderni di varia cultura, in prevalenza di filosofia, storia, letteratura. Particolarmente interessante è la raccolta di riviste alle quali Saitta collaborò o che lui stesso diresse.
I numerosi opuscoli ed estratti, spesso rilegati in miscellanee dallo stesso proprietario, presentano a volte dediche manoscritte degli autori, amici, colleghi o estimatori, tra cui numerose figure di spicco nella cultura del tempo, da Giovanni Gentile a Giovanni Spadolini.

Galleria

Vita nova, pubblicazione quindicinale illustrata dell'Università fascista di Bologna
Vita nova, pubblicazione quindicinale illustrata dell'Università fascista di Bologna

Bologna, Casa del Fascio, 1925-1933A. III, n. 1, (gennaio 1927) (BCABo, Saitta B.402)

Il quindicinale, fondato da Leandro Arpinati e diretto da Giuseppe Saitta, aveva un ambizioso
programma di rinascita culturale dell'Italia fascista ma non riuscì a sopravvivere quando l'Arpinati cadde in disgrazia. La rivista, estremamente battagliera, ebbe una notevole influenza e contribuì a creare quella 'sinistra' gentiliana accusata di crocianesimo. Il periodico venne pubblicato dal 15 marzo 1925 all'11 novembre 1933.
Nell'articolo Leandro Arpinati e il Fascismo bolognese, Giuseppe Saitta aderisce con convinzione
al progetto culturale portato avanti dall'Arpinati:

"l'originalità di questo nostro fascismo, che finora s'è concretato nella fondazione della più bella Casa del Fascio che possieda l'Italia, del Littoriale, dell'Università fascista, e di questa nostra rivista…".

Levana, rassegna bimestrale di filosofia dell'educazione e di politica scolastica
Levana, rassegna bimestrale di filosofia dell'educazione e di politica scolastica

Firenze, Vallecchi, 1922-1928 A. II, n. 6 (nov.-dic. 1923)
(BCABo, Saitta B.361)


Diretta da Ernesto Codignola, la rivista si occupa soprattutto di politica scolastica e di problemi dell'educazione, altro interesse fondamentale di Saitta.
Pubblicata dal gennaio 1922 al dicembre 1928 ricevette l'approvazione di Giovanni Gentile e del movimento attualista.

L'Arduo, rivista mensile di scienza, storia
L'Arduo, rivista mensile di scienza, storia

Bologna, Cappelli, 1921-1923 A. II (2. Serie), n. 4 (agosto 1922)
(BCABo, Saitta B.373)


Diretta da Saitta, fu una rivista estremamente vivace di "idealisti di sinistra"; basta scorrerne i nomi per rendersi conto del suo alto livello culturale: Piero Gobetti, Sebastiano Timpanaro, Rodolfo Mondolfo, Federigo Enriques, Luigi Russo, Adriano Tilgher, Guido De Ruggiero. La seconda serie fu pubblicata dal 31 gennaio 1921 al dicembre 1923; fu chiusa non solo per motivi economici, ma anche politici.

Il Giornale della cultura italiana
Il Giornale della cultura italiana

Bologna - Rocca S. Casciano, Cappelli, 1925-1926 A. I, n. 2 (aprile 1925)
(BCABo, Saitta C.15)


Appaiono articoli significativi di Giuseppe Saitta a sostegno della battaglia anticlericale di Giovanni Gentile e in difesa della riforma della scuola. Il periodico venne pubblicato tra il marzo del 1925 e il febbraio del 1926.

Giuseppe Saitta
Giuseppe Saitta

Le origini del neo-tomismo nel secolo XIX; con prefazione di Giovanni Gentile
Bari, Laterza, 1912
(BCABo, Saitta A.105)


Il libro è dedicato a Benedetto Croce. Si tratta di un'opera di critica sferzante verso una corrente filosofica conservatrice che si ispirava al cattolicesimo. Del resto nel 1911 aveva già manifestato questa tendenza con l'opera La scolastica nel secolo XVI e la politica dei Gesuiti. Ex sacerdote, il Saitta ha un'ansia di libertà che lo porta decisamente verso posizioni antireligiose e antidogmatiche.

Giuseppe Saitta
Giuseppe Saitta

La libertà umana e l'esistenza
Firenze, Sansoni, 1940
(BCABo, 8.E.V. in fine)


Una delle sue più importanti opere di filosofia. Il Saitta si scaglia contro tutti i sistemi filosofici in quanto intrinsecamente autoritari, mentre ciò che conta è l'uomo nella sua operosità individuale. Difficile inquadrare il suo pensiero, che oscilla tra istanze di una filosofia della libertà vicina al Croce e istanze positivistiche ed esistenzialistiche.

Giuseppe Saitta

Giuseppe Saitta nacque a Gagliano Castelfranco (Enna) il 7 novembre 1881 e morì a Bologna il 20 dicembre 1965. Si laureò con Giovanni Gentile a Palermo nel 1909.
Fu insegnante in numerosi licei, tra cui a Bologna il Minghetti e il Galvani (1917). Professore universitario dal 1925.
Dal 1932 al 1952 tenne la cattedra di Filosofia morale e poi di Filosofia teoretica all’Università di Bologna. Possiamo suddividere la sua produzione scientifica in tre campi:
- scritti filosofici, in cui si distacca dall’attualismo gentiliano per avvicinarsi alle istanze dell’esistenzialismo: Lo spirito come eticità (1921), La personalità umana e la nuova coscienza illuministica (1938), La libertà umana e l’esistenza (1940);
- scritti di storia della filosofia, specialmente relativi al Rinascimento; in particolare si occupò di Cusano e soprattutto di Ficino, pienamente rivalutato e posto al centro della rinascita filosofica italiana: La filosofia di Marsilio Ficino (1923);
- scritti di educazione: Disegno storico dell’educazione (1923-26).
Fra gli episodi significativi della sua vita, tutti riconducibili al suo spirito indipendente, possiamo ricordare la direzione della rivista "Vita Nova", che fu chiusa dal Regime nel 1933 senza spiegazioni. Nel 1937 fu radiato dal PNF a seguito dell’articolo Dopo la riforma Gentile su "La Diana scolastica". La commemorazione di Giovanni Gentile nel 1944 gli costerà la sospensione per un anno (1945) dall’insegnamento per volontà della Commissione ministeriale per l’epurazione. A partire dal 1957, anno della sua collocazione a riposo, gli vennero conferite numerose onorificenze dall’Università di Bologna e dalla Presidenza della Repubblica per i suoi meriti scientifici e educativi.