
Il palazzo dell'Archiginnasio è fra i monumenti più significativi di Bologna
sia per le sue caratteristiche architettoniche e artistiche, sia perché
da sempre simbolo della cultura della città, essendo stato sede dal 1563
al 1803 dell'antica Università e dal 1838 della Biblioteca Civica.
All'inizio degli anni Sessanta del XVI secolo, per ridare prestigio all'Università
bolognese, cui facevano concorrenza le nuove università italiane e straniere,
il pontefice Pio IV ne decise una completa riorganizzazione e concentrò
in un'unica sede le scuole dei Giuristi (diritto civile e canonico) e degli
Artisti (filosofia, medicina, matematiche, scienze fisiche e naturali),
fino ad allora ospitate in diversi luoghi della città.
L'edificio delle "nuove scuole", o Archiginnasio come venne chiamato con
termine classico, venne costruito con grande celerità in un anno e mezzo
e fu inaugurato il 21 ottobre 1563. L'architetto bolognese Antonio Morandi,
detto il Terribilia creò una facciata, su due piani con portico, che rispecchia
anche nei materiali (il cotto e l'arenaria) il carattere dell'architettura
locale.
Il palazzo, costruito su molte preesistenze e in uno spazio irregolare,
si sviluppa soprattutto in senso orizzontale, affacciandosi sul fianco sinistro
della basilica di San Petronio e su piazza Galvani.
L'Archiginnasio rientra fra i grandi progetti di rinnovamento urbanistico
della seconda metà del Cinquecento. Risalgono a quegli anni la fontana del
Nettuno (1564), l'Ospedale della Morte (1565) e il Palazzo dei Banchi (1565
- 1568), che chiude il lato orientale di piazza Maggiore.
