
Ludolphus de Saxonia
Vita
Christi
Manoscritto membranaceo del sec. XV
A. 121
Il codice, giunto all'Archiginnasio con la libreria
Venturoli, è forse il più bello tra quelli conservati nella
Biblioteca, grazie alle numerosissime, splendide e delicate
miniature, databili posteriormente al 1443, e attribuite
dapprima genericamente a scuola lombarda e poi restituite al
veneto Cristoforo Cortese, in base, fra l'altro, alla
costante raffigurazione di una fauna variata (aironi, pavoni
conigli, faraone ecc.), che costituisce quasi una sigla di
questo miniatore.
Contiene la seconda parte (il manoscritto gemello, con la
prima parte, è custodito nella Biblioteca Nazionale di
Vienna, (Salisb. 14) della più importante, e subito
diffusissima, opera dell'asceta ed esegeta biblico Ludolfo di
Sassonia (1295 ca.-Strasburgo, 1377), dapprima domenicano e
poi certosino, ancor oggi considerata uno dei migliori
commenti del Vangeli coordinati e fusi in un solo
racconto.
