La facciata

facciata
Raffaele Faccioli, Archiginnasio di Bologna, febbraio 1862

All'inizio degli anni Sessanta del XVI secolo, per ridare prestigio all'Università bolognese, cui facevano concorrenza le nuove università italiane e straniere, il pontefice Pio IV ne decise una completa riorganizzazione e concentrò in un'unica sede le scuole dei Giuristi (diritto civile e canonico) e degli Artisti (filosofia, medicina, matematiche, scienze fisiche e naturali), fino ad allora ospitate in diversi luoghi della città.
L'edificio delle "nuove scuole", o Archiginnasio come venne chiamato con termine classico, venne costruito con grande celerità in un anno e mezzo e fu inaugurato il 21 ottobre 1563. L'architetto bolognese Antonio Morandi, detto il Terribilia creò una facciata, su due piani con portico, che rispecchia anche nei materiali (il cotto e l'arenaria) il carattere dell'architettura locale.
Il palazzo, costruito su molte preesistenze e in uno spazio irregolare, si sviluppa soprattutto in senso orizzontale, affacciandosi sul fianco sinistro della basilica di San Petronio e su piazza Galvani.
L'Archiginnasio rientra fra i grandi progetti di rinnovamento urbanistico della seconda metà del Cinquecento. Risalgono a quegli anni la fontana del Nettuno (1564), l'Ospedale della Morte (1565) e il Palazzo dei Banchi (1565 - 1568), che chiude il lato orientale di piazza Maggiore.

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Contardo Tomaselli e Onofrio Zanotti, La facciata del palazzo dell'Archiginnasio, 1849

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