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Sabato 1 e Domenica 2 marzo 2008 Apriti Sesamo! Porte aperte tra il Museo Archeologico e l'Archiginnasio. |
VISITE GUIDATE
Il Palazzo dell'Archiginnasio sede dello Studio bolognese: architettura, decorazione, sale storiche a cura di Paola Foschi
La visita si sviluppa dapprima al piano terreno, mostrando l'architettura del palazzo e collegandola con le fasi della sua edificazione e con il suo progettista ed esecutore, Antonio Morandi detto il Terribilia. Si parlerà poi dell'organizzazione dello Studio medievale e delle sue trasformazioni durante il Rinascimento, mettendo in evidenza i fini della costruzione di una sede unica per lo Studio bolognese, per impulso di alcune personalità politiche italiane (del papa Pio IV, del cardinale legato Carlo Borromeo, del vicelegato Pier Donato Cesi) in un periodo, il 1562 e anni seguenti, in cui i pontefici volevano assicurarsi la fedeltà di Bologna anche con un piano di grandiose opere pubbliche. Verranno segnalati alcuni monumenti di dottori, monumenti celebrativi di personalità politiche, stemmi di rettori delle Università particolarmente significativi per la storia cittadina di Antico Regime e per la storia dell'arte, sia al piano terreno che nel quadriloggiato superiore. Una sosta meriterà il Teatro Anatomico, costruito nel 1637, con l'illustrazione della "funzione dell'anatomia", cioè con l'esposizione dello svolgimento delle lezioni pratiche di anatomia che si tenevano attraverso la dissezione dei cadaveri. Si segnaleranno i significati delle opere d'arte contenute nella sala e si concluderà con le vicende della distruzione bellica di tutta l'ala del palazzo, durante il bombardamento del 29 gennaio 1944, della sua ricostruzione fedele nel dopoguerra e del recente restauro. La visita poi continuerà sabato 1 marzo nella Sala di Lettura fino alla Sala 18, con una breve storia della trasformazione del palazzo in sede della Biblioteca Comunale; domenica 2 marzo l'esposizione si fermerà all'entrata della Sala Manoscritti e Rari o Sala 17, per permettere a chi lo desidera di conoscere la consistenza e la storia delle raccolte di manoscritti e libri rari della biblioteca.
Quando la Biblioteca non c'era: l'Archiginnasio nei manoscritti e nelle stampe a cura di Anna Manfron
La visita ha luogo all'interno della Sala 17, allestita nel 1868 per ospitare volumi a stampa e manoscritti riguardanti la cultura e la storia locale e per questo denominata sala degli "Scrittori bolognesi" poi "Biblioteca patria". I libri vennero suddivisi secondo un sistema classificato, messo a punto dall'allora direttore Luigi Frati, che, fra 1888 e 1889, pubblicò il catalogo sistematico della Sala presso l'editore Nicola Zanichelli con il titolo Opere della bibliografia bolognese che si conservano nella Biblioteca Municipale di Bologna classificate e descritte. La raccolta di opere di argomento locale, che, nel tempo, è considerevolmente cresciuta grazie ad importanti acquisti e donazioni, fa dell'Archiginnasio il luogo privilegiato per la conservazione della memoria cittadina e quindi una tappa obbligata per chiunque desideri soddisfare curiosità o approfondire la conoscenza di qualunque argomento bolognese, dalla storia delle persone a quella delle famiglie e delle istituzioni civili o religiose, alle vicende di tanti protagonisti della storia, dell'arte e della cultura di una città universitaria a vocazione europea, fin dal lontano medioevo. Attualmente, negli armadi ottocenteschi della Sala 17 è sistemata soltanto una parte dei volumi a stampa di argomento bolognese. La Sala, attrezzata adeguatamente pur nel rispetto dell'arredo antico, funziona oggi come luogo riservato a coloro che desiderano consultare i manoscritti e le edizioni più rare, da tempo trasferiti in depositi riservati. Le raccolte dei manoscritti e dei rari dell'Archiginnasio comprendono complessivamente - fra documenti di interesse locale e quelli di produzione non bolognese - circa 8.000 manoscritti dall'XI secolo all'età contemporanea, oltre 200 fondi speciali (archivi e raccolte di particolari tipologie di documenti, come stampe su seta, manifesti e fogli volanti, diplomi, etc.), circa 2.500 volumi stampati entro l'anno 1500 (incunaboli). Nel corso della visita sarà possibile vedere da vicino alcuni manoscritti e stampati di particolare rarità, scelti per mostrare quali straordinari documenti originali l'Archiginnasio può mettere a disposizione di chiunque voglia soddisfare una curiosità come, ad esempio, sapere cosa accadeva nei dintorni di Piazza Galvani quando il Palazzo dell'Archiginnasio ancora non c'era, ma l'Università funzionava da più di tre secoli.
"Dentro" la Biblioteca: dall'Aula Magna alla Sala di Consultazione a cura di Marcello Fini
La visita prende inizio da quello che fino al 1960 è stato
il cuore pulsante della nostra biblioteca, la stanza del catalogo
storico. Questa fu realizzata nel 1861 al di sopra del voltone che
Coriolano Monti costruì su via de' Foscherari come collegamento
fra il palazzo dell'Archiginnasio e l'antico Ospedale della Morte.
Questo catalogo prende il proprio nome attuale dai due direttori "storici"
della biblioteca, Luigi Frati che resse l'Archiginnasio dal 1858 al
1902 e Albano Sorbelli, direttore dal 1904 al 1943. Comprende oltre
650.000 schede, perlopiù manoscritte ed è rimasto attivo
fino al 1961, quando gli è subentrato un catalogo più
moderno, a schede di formato internazionale, in seguito denominato
RICA.
Nel 2000 anche questo catalogo è stato chiuso con l'entrata
a pieno regime del catalogo on line, iniziato nel 1991, (catalogo
OPAC, ovvero online public access catalogue).
Col tempo l'OPAC diventerà l'unico strumento per ricercare
i volumi della nostra biblioteca, ma ci vorranno ancora molti anni
perché il catalogo Frati Sorbelli possa essere definitivamente
superato. Nel frattempo è ancora indispensabile per rintracciare
il 60% dei volumi dell'Archiginnasio.
Il catalogo, sia ieri che oggi, è il vero centro di una biblioteca.
Senza un catalogo nel quale siano registrate tutte le opere conservate
in quella biblioteca, la loro consultazione risulta impossibile. Senza
un catalogo una biblioteca non esiste realmente
Questa stanza si trova inoltre simbolicamente a metà strada
tra due zone ben distinte della biblioteca: la parte storica, con
la sala di lettura e le collezioni più antiche e quella più
moderna, con la sala di consultazione che fu inaugurata nel 1958.
Nel corso degli anni anche questa sala si è evoluta, si è
aperta a tutti, non solo agli specialisti, adeguandosi alle nuove
tecnologie e alle necessità in costante cambiamento degli utenti,
con una continua circolazione dei volumi sugli scaffali.
Inseparabile dalla sala di consultazione è il servizio di informazioni
bibliografiche (reference), che agisce sia direttamente, sia per via
remota, fornendo aiuti per la ricerca e informazioni agli utenti per
telefono, per posta, via e-mail e da un paio d'anni anche con un apposito
servizio in linea cooperativo con altre biblioteche di Bologna: Chiedilo
al bibliotecario.
Nei servizi in linea forniti agli utenti remoti è una parte
importante del futuro della biblioteca: anche altri servizi al pubblico
si sono evoluti in questo senso. Tramite il nostro sito, per esempio,
si possono richiedere informazioni alla Sezione Manoscritti e Rari;
si possono prenotare materiali conservati presso i depositi della
soffitta; si può chiedere la fornitura di riproduzioni di materiale
della biblioteca (document delivery).
Ogni biblioteca, anche di conservazione e tradizione come l'Archiginnasio,
è una struttura viva, in continua trasformazione ed evoluzione.
Anche se esteriormente potrebbe sembrarlo, non è mai immobile,
muta e cambia nel tempo, venendo incontro alle esigenze del futuro,
ma sempre ben conscia della sua storia più che bisecolare.
