Calendario eventi 2010
Sala Conferenze della Società Medica Chirurgica, Palazzo dell'Archiginnasio
Tre incontri per un cantimbanco
Martedì 19 gennaio 2010 ore 17
Massimo Montanari, Agricoltura e alimentazione nei proverbi di Giulio
Cesare Croce
«L'Emilia Romagna deve molto al genio di Giulio Cesare Croce, e anche
la sua agricoltura, o, meglio, la sua reputazione tra storia, identità,
leggenda, ha un debito col 'genio di Giulio Cesare Croce».
Nei proverbi del grande persicetano lautore ritrova le chiavi interpretative
di una società ormai lontana, di cui tuttavia sopravvivono tracce
profonde nella nostra quotidianità, e alla quale con questo volumetto
si vuol rendere omaggio rievocando lo spirito della saggezza contadina.
«Nel Medioevo i testi antichi di carattere proverbiale vengono raccolti
e reinterpretati in chiave cristiana. Per esempio si diffondono varie versioni
dei cosiddetti Disticha Catonis, una raccolta di sentenze latine
contenente precetti di morale pratica derivati dagli autori classici. Poi
nascono, in lingua volgare, raccolte di detti attribuiti ai contadini, per
metterne in luce i tratti di saggezza ma anche di rozzezza: i cosiddetti
"proverbi del villano" appaiono in Francia nel XII secolo, poi
in altre letterature europee, fra cui quella italiana (con il titolo di
«alfabeto dei "villani").
Ma soprattutto è il XVI secolo appunto l'epoca di Giulio Cesare
Croce che vede esplodere in Europa la 'moda' dei proverbi, che letteralmente
invadono la letteratura: due celebri opere infarcite di proverbi sono il
Gargantua e Pantagruele di Rabelais e il Don Chisciotte della Mancia dì
Cervantes. Motti e sentenze compaiono nel linguaggio dei predicatori, degli
avvocati, dei mercanti (oltre che, possiamo immaginare, dei contadini).
Queste 'forme brevi' piacciono perché si insegnano e si memorizzano
facilmente, entrando a far parte di un repertorio a cui chiunque, in qualsiasi
momento, può attingere. Si moltiplicano infatti le raccolte di frasi
proverbiali, attorno a cui cresce l'interesse degli studiosi per motivi
sia di contenuto che di forma: proporre modelli di comportamento morale
e pratico; studiare, nei vari idiomi nazionali, l'evoluzione del linguaggio
non solo scritto ma anche parlato. [...]
La moda dei proverbi coinvolge anche l'iconografia: nel corso del Seicento
il bolognese Giuseppe Maria Mitelli pubblica una serie di incisioni che
commentano e 'raffigurano' altrettanti proverbi».
Massimo Montanari (Imola, 1949) è uno storico italiano, docente
di storia medievale, storia economica e sociale del medioevo e storia dell'alimentazione,
presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di
Bologna e all'Università di Scienze Gastronomiche.
È ritenuto uno dei maggiori specialisti mondiali di storia dell'alimentazione.
Ha dedicato le proprie attenzioni di studioso soprattutto a due filoni di
ricerca, tra loro strettamente integrati: la storia agraria e la storia
dell'alimentazione, intese come vie d'accesso preferenziali per una ricostruzione
della società medievale nel suo insieme: strutture economiche e sociali
(rapporti di lavoro, di potere, di proprietà), aspetti concreti e
materiali della vita quotidiana, valori culturali e mentalità. Nell'ambito
di tali ricerche hanno avuto speciale risonanza i suoi studi sulla storia
dell'alimentazione, intesa come storia a tutto campo che coinvolge i piani
dell'economia, delle istituzioni e della cultura.