Calendario eventi 2009
Furfanti, Banditi e Vagabondi nella Città Calamitosa
Da alcune delle opere più belle ed ironiche di Giulio Cesare
Croce - II banchetto dei malcibati, La serenata di Gian Pitocco,
Le lodi della prigione- è stato tratto il testo di questo
"spettacolo in musica" che spesso muove il riso, o almeno il sorriso,
del pubblico.
Regia: Anastasia Costantini
Con: Elisabetta Balia, Carlo Alberto Mentori, Cannine Scianguetta, Stefano
Volpe
Musiche dal vivo: Stefano Zuffi
Sei mendicanti vagabondi, tra cui due musici, si ritrovano nei dintorni
di Bologna sotto le mura di una casa abbandonata dai suoi proprietari, forse
falliti per la carestia che ha colpito la regione: sono diretti a Roma,
al gran raduno dei mendicanti, ciarlatani, furfanti, buffoni, pitocchi.
Ma quella sera di sosta è una sera speciale: da mangiare non c'è
quasi nulla, e neanche da bere, però ugualmente viene fatto un contratto
di matrimonio, si studiano le ultime furberie, si controllano i movimenti
delle sagome per il "teatro delle ombre", si fanno le prove per
le buffonate, le farse e le giocolierie che sapranno stupire il popolino
fino a fargli comprare i famosi "bussoli", le boccette piene di
"rimedi dalle mille virtù", fino a fargli credere che le
carte promettono un destino di abbondanza e salute.
Il Croce, che condanna senza ripensamenti le malefatte dei banditi veri,
descrive con una certa indulgenza le furberie e le astuzie dei ciarlatani,
ben sapendo che il "mestiere del vagabondo" e persino quello del
furfante non rappresentavano una scelta, in quei tempi così difficili
di guerre, epidemie, carestie cicliche, ma una dolorosa necessità,
che costringeva un'incredibile moltitudine di poveri e di affamati ad affrontare
le frustate, le torture, il taglio di un orecchio e a volte a rischiare
la pena di morte per sopravvivere, per tirare avanti in qualche modo.
Anche quei sei dello spettacolo sono abbastanza innocui. Il fornaio Gian
Pitocco che abbandona il forno per la vita vagabonda è un furfante
innamorato, bonaccione e birichino che vuoi gustare la vita libera, dopo
aver convinto l'accorta e appetitosa Grisolina a seguirlo, godendo di una
improbabile ricchezza fatta leggendo le carte ai gonzi, impietositi dalle
sventure di un abile mendicante, istruito dal più anziano Messer
Scroccone della buona Limosina e dal cuoco Magrino, nome più coerente
coi tempi di carestia di quello originale di Grassino.
Al ritmo vivace dei bravi musicisti della Compagnia dei Rappezzati, il corteo
allegro e straccione si avvierà verso Roma dove ricomincerà
l'avventura delle burle e delle furfanterie.